Al corteo anche Mélenchon
Francia nella morsa dello sciopero e dei cortei: oltre 600mila sfilano in piazza. A Tolosa un liceo in fiamme
Nuova giornata di mobilitazioni in Francia, da settimane sotto la morsa delle piazze arrabbiate contro il carovita. Questa volta la protesta sale dai sindacati, non dagli studenti che sono comunque in piazza. Seicentomila, secondo le stime del ministero dell’Interno. Per il sindacato Cgt sarebbero addirittura oltre un milione e mezzo, di cui 350 mila a Parigi. Numeri che fotografano una prova di forza pesante contro l’Eliseo. I cortei autorizzati sono per lo più pacifici, nulla a che vedere con i disordini, gli scontri e la guerriglia del 17 ottobre. Ma ancora una volta, secondo uno schema consolidato, gruppi di violenti incappucciati – soprattutto black bloc – si sono staccati dalla coda del corteo in cerca di scontri.
Cortei in Francia contro il carovita: 600mila in piazza
Il caso più eclatante si è verificato nei dintorni di Tolosa, all’inizio della giornata con l’incendio del liceo Marie-Louise Dissard a Tournefeuille. Una trentina di violenti con il volto coperto sono entrati nella scuola e hanno sparato fuochi di artificio appiccando le fiamme.
A Tolosa incendiato un liceo, nessun ferito
I pompieri sono riusciti a spegnere l’incendio e nessun ragazzo è rimasto ferito. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Kamel Chibli, ha denunciato “atti inammissibili” e ha esortato tutti a “condannarli con la massima fermezza” chiedendo “misure eccezionali. E sanzioni all’altezza della gravità dei fatti”. Un secondo episodio ha riguardato un edificio scolastico a Lille. In questo caso le fiamme avrebbero avvolto il cancello dell’istituto.
Black bloc a Parigi sfidano gli agenti
Anche a Parigi, dove ha sfilato anche il leader dell’ultra sinistra Jean-Luc Mélenchon, un gruppo di black bloc ha superato la testa del corteo partito da place de la République a Nation per sfidare gli agenti e compiere atti di vandalismo. A metà giornata, hanno partecipato allo sciopero circa il 10 per cento dei dipendenti della pubblica amministrazione nazionale, il 5% di quella locale e il 4% di quella ospedaliera, secondo le cifre del ministero dei Conti pubblici. Circa un terzo delle università (60 su 184) ha preso parte alla mobilitazione, e si sono registrati disagi soprattutto nei treni locali, mentre solo un Tgv su 10 è stato cancellato.
“Chiediamo una cosa semplice: l’aumento degli stipendi
“Chiediamo una cosa sola, è molto semplice: l’aumento degli stipendi”, dice Laurent Gomez, segretario nazionale della Cfdt. Dietro di lui, il carro arancione del sindacato è uno dei principali del corteo parigino, che sfila da Place de la République a Place de la Nation. “I lavoratori sono in sciopero per questioni legate al caro vita e ai salari”, dice Romain Boilon, segretario generale della Cgt-Fapt. “In questo periodo tutto sta aumentando: l’energia, gli alloggi, i generi alimentari. Tutto tranne i salari, che sono bloccati da anni, sia nel settore privato che nel pubblico”.
Mélenchon sfila a Parigi e cavalca la protesta
Il movimento contro il carovita e per una scuola pubblica migliore è sempre più monopolizzato politicamente da Mélenchon, che si è presentato nel corteo di Parigi accolto dagli applausi. Il leader della sinistra radicale della France Insoumise fin dall’inizio della protesta ha cavalcato il movimento cercando di strumentalizzare la rabbia degli studenti. Operazioni in vista delle presidenziali di primavera, per le quali spera di guadagnare il secondo posto nel ballottaggio per l’Eliseo. II primo posto è assegnato da tutti i sondaggisti a Marine Le Pen. Anche Raphaël Glucksmann, vincitore delle primarie socialdemocratiche, si è presentato al corteo ma ancora una volta ha dovuto fare fronte ai fischi dei militanti della France Insoumise.