Stop a truffe e beffe
Basta furbetti dei Cpr, la direttiva Piantedosi smaschera i finti certificati e sblocca i rimpatri: il parere dei medici non è più vincolante per il trattenimento
Migranti, Cpr, certificati medici e rimpatri: un tema a dir poco articolato su cui Matteo Piantedosi scrive chiaro e tondo su X: «Con la mia nuova direttiva sui Cpr i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle Aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri».
Sottolineando nel post: «I soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura, che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare, anche avvalendosi della competente Asl». Ossia, come spiega lo stesso ministro, si tratta di «una misura che consente di garantire la massima tutela della salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio».
Migranti, la direttiva Piantedosi sui Cpr cancella l’eredità Lamorgese
Dunque, dopo mesi di inchieste e scandali, di polemiche strumentali mosse da sinistra e di buonismo d’accatto mirato ad alimentare un sistema di truffe e false attestazioni, il governo Meloni assesta un colpo decisivo al sistema dei “certificati facili” e ai cavilli burocratici che per troppo tempo hanno ostacolato l’espulsione dei clandestini. Con la nuova direttiva firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi viene ufficialmente archiviata la circolare dell’ex ministro Lamorgese, chiudendo una falla procedurale finita al centro di sconcertanti vicende finite al centro di indagini e recriminazioni.
«Ok a visite Asl, ma il parere dei medici non è più vincolante per il trattenimento»
Fino a ieri, il sistema consentiva agli immigrati irregolari di evitare il trasferimento nei Centri per il rimpatrio semplicemente rifiutando la visita medica preliminare o beneficiando di certificazioni di non idoneità rilasciate a catena. D’ora in poi le regole cambiano: la visita medica preventiva non sarà più un elemento bloccante.
«Con la mia nuova direttiva sui Cpr – spiega il titolare del Viminale – i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle Aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri», ha spiegato Piantedosi. I soggetti saranno trasferiti e presi in carico direttamente dal personale medico della struttura entro le 24 ore, garantendo ogni eventuale approfondimento sanitario con la Asl. Si tratta di una misura che, come sottolinea il numero uno di Via Depretis, «consente di garantire la massima tutela della salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio».
Migranti, Cpr, rimpatri e direttiva Piantedosi, FdI: «Bene revoca direttiva Lamorgese, prossimo passo Cpr in Toscana»
A direttiva annunciata e spiegata, piena soddisfazione viene espressa dai rappresentanti di Fratelli d’Italia. I consiglieri regionali toscani Jacopo Cellai, Diego Petrucci e Matteo Zoppini di Fratelli d’Italia hanno salutato la norma come uno stop definitivo ai «furbetti delle visite mediche», ricordando gli anomali picchi del 68% di migranti dichiarati non idonei emersi dalle recenti indagini. Asserendo compatti: «Con l’archiviazione della direttiva Lamorgese – dichiarano i i consiglieri regionali toscani – il governo Meloni dice basta ai furbetti delle visite mediche preliminari al trasferimento nei Cpr».
«Fino a ieri, infatti – proseguono i tre esponenti di FdI – era obbligatoria la visita prima dell’accesso ai centri, con la possibilità per gli immigrati di rifiutarla. Grazie all’iniziativa del Ministero dell’Interno, invece, l’immigrato sarà comunque trasferito e sottoposto a visita nel Cpr entro le 24 ore. Un deciso passo in avanti che renderà più semplici i rimpatri per i migranti clandestini che si sono macchiati di reati in Italia e che chiude una falla emersa in un’inchiesta giudiziaria che coinvolge anche la Toscana».
Concludendo: «Con buona pace della sinistra, il prossimo passo è la realizzazione di Cpr nelle regioni che ne sono ancora prive, compresa la Toscana. Grazie al Governo Meloni l’anomalo 68% di migranti dichiarati non idonei al trasferimento – sollevato da nostre interrogazioni e accessi agli atti – sarà solo un ricordo».
Migranti, Cpr e direttiva Piantedosi, FdI Firenze: al buonismo della sinistra il governo contrappone l’efficacia delle leggi
E sulla stessa linea gli esponenti di FdI a Firenze: il gruppo consiliare a Palazzo Vecchio e i gruppi nei cinque quartieri di Fratelli d’Italia, che a commento della direttiva Piantedosi commentano: «Esprimiamo viva soddisfazione per l’iniziativa del ministro dell’Interno Piantedosi, che ha abrogato la direttiva dell’ex ministro Lamorgese che imponeva l’obbligo della visita medica per i migranti clandestini prima dell’ingresso nei Cpr. Bastava rifiutarla per restare liberi di circolare e non essere rimpatriati. Adesso una nuova circolare del ministero ha cancellato questa norma», rilanciano.
Chiosando in calce: «Mentre in Toscana continuano le barricate per non costruire i centri, a Roma il governo agisce in senso opposto: al buonismo della sinistra contrappone l’efficacia delle leggi. Chi non ne ha titolo non potrà rimanere sul suolo italiano», concludono lapidariamente gli esponenti di FdI. In buona sostanza, allora, con questa svolta l’esecutivo riafferma la linea della fermezza: il contrasto all’immigrazione clandestina non sarà più ostaggio di pregiudizi ideologici. E meno che mai in balia di ingegnose scappatoie formali…