FdI: una scelta di coraggio
Il governo impugna la legge veneta sul fine vita. Slitta al 9 novembre il via libera del decreto bollette
Per il via libera del decreto bollette da parte del governo bisognerà aspettare lunedì 9 novembre. Il provvedimento, all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, è slittato a causa, secondo quanto si apprende, di aspetti ancora da chiarire. Il testo, viene spiegato, dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri il prossimo lunedì.
Il governo impugna la legge sul fine vita del Veneto
Il governo ha deciso di impugnare la legge sul fine vita approvata in Veneto amministrata dal leghista Alberto Stefani. Il leader della Lega Matteo Salvini, a quanto si apprende, non avrebbe partecipato al voto, mentre il ministro Roberto Calderoli si sarebbe opposto all’impugnazione. Assenti i ministri leghisti Alessandra Locatelli e Giancarlo Giorgetti. Nel corso del dibattito Antonio Tajani ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione di Forza Italia, la necessità di un intervento legislativo del Parlamento. Per Forza Italia una materia tanto delicata deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale.
FdI: una scelta di coraggio, la tutela della vita non è negoziabile
Grande soddisfazione è stata espressa da Fratelli d’Italia per l’impugnazione della legge veneta sul fine vita, definita una scelta di coraggio. “Esprimo il mio più sentito e profondo ringraziamento al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutto il governo per la scelta di coraggio e coerenza assunta. Una decisione che ribadisce un principio per noi fondamentale e non negoziabile: la tutela della vita umana”. Così in una nota Maddalena Morgante, deputata veneta di FdI e responsabile del dipartimento famiglia e valori non negoziabili.
Morgante: la risposta al dolore non è la resa
“Come Fratelli d’Italia continuiamo a sostenere con forza che la vera risposta al dolore e alla sofferenza non è la resa o la somministrazione della morte. Ma il potenziamento straordinario delle cure palliative, dell’assistenza ai malati e del sostegno concreto alle loro famiglie, che troppo spesso si sentono sole. La vita va sempre custodita, accompagnata e difesa. Su questo non faremo mai un passo indietro e oggi il governo di Giorgia Meloni l’ha dimostrato ancora”. Identico di Paolo Inselvini, eurodeputato di FdI-Ecr. “È una scelta coraggiosa, che riafferma il principio fondamentale per cui il compito delle istituzioni è proteggere la vita, soprattutto quando è più fragile, non organizzarne e disciplinarne la soppressione”.
Zaia: rispetto la scelta del governo, ma non cambio idea
La risposta del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, non si è fatta attendere. “Rispetto pienamente la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri di impugnare la legge veneta sul fine vita. È una prerogativa costituzionale del governo, che ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità”. D’altronde, aggiunge Zaia, “è pienamente legittimo che i rappresentanti della Lega in Cdm non abbiano partecipato al voto. Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato. Una scelta di responsabilità, di rispetto delle sentenze della Corte costituzionale e, soprattutto, di attenzione ai cittadini e alla loro libertà. Mi auguro che questa nuova vicenda costituzionale diventi anche uno stimolo per il Parlamento ad affrontare finalmente il tema, senza altri rinvii”.