Guerra aperta
Patrimoniale, volano ancora stracci, Boschi e Fratoianni litigano e Bonelli fa da paciere: “Cambiamole nome”. Dibattito lunare
La patrimoniale semina il panico nel campo largo. Mr Cgil rilancia la super tassa e il centrosinistra va in tilt. Divisi pure sul nome
Anche oggi schegge di Campo largo. E’ bastato che Maurizio Landini rilanciasse il tema patrimoniale all’assemblea della Cgil per far scoppiare di nuovo il bubbone della discordia nelle forze del centrosinistra presenti al Teatro Brancaccio di Roma: Giuseppe Conte e Maria Elena Boschi la bocciano, Riccardo Magi è scettico, Fratoianni la difende a spada tratta. Bonelli per metter pace propone di cambiarle nome: chiamatela “contributo di solidarietà. Esordisce Landini: “I soldi si vanno a prendere dove sono. Ci sono 500mila persone che hanno un reddito netto annuo di 2 milioni di euro, noi abbiamo fatto un calcolo: se a queste persone si chiede un contributo dell’1%, e può essere progressivo anche quello, si determinerebbero 25 miliardi che poi si possono investire per la scuola, per la sanità, per il lavoro e le politiche industriali”. E aggiunge: “Cosa cambia ai ricchi se pagano 20mila euro di tasse in più?”.
Il tema patrimoniale che già tante divisioni crea nel centrosinistra torna in auge quando il numero uno della Cgil lo rimette sul piatto dei programmi. Ma viene contraddetto in rapida successione dal leader di +Europa, Riccardo Magi (“Non ho una chiusura pregiudiziale, ho solo dubbi sull’efficacia di questo strumento”); dalla dalla capogruppo di Iv Maria Elena Boschi: “Anch’io come Magi ho qualche dubbio sul fatto che la patrimoniale sia uno strumento efficace: perché quelli più alti sono i patrimoni più facili da spostare. Quindi ragioniamo. Il primo punto su cui intervenire è la lotta all’evasione”. Nasce così un botta e risposta tra lei e un Fratoianni risentito per queste parole “blasfeme” contro la patrimoniale cavallo di battaglia di Avs. “Questa cosa che scappano non è vera, riflettiamoci. Dobbiamo avere coraggio altrimenti rischiamo di non farcela neanche stavolta”. “L’unica cosa che non possiamo fare è ripetere il suicidio politico del 2022. Io insisto tanto sulla patrimoniale perché penso che abbiamo bisogno di una proposta che trasmetta la determinazione a trasformare la realta’”, conclude la sua difesa d’ufficio.
Ma si aggiunge anche Giuseppe Conte a gelare i cultori della super tassa. Già erano voltati stracci tra il leader del M5s e il duo Bonelli- Fratoianni: “Sulla patrimoniale io dico ‘attenzione’. Perché se fosse così semplice e allora come mai a chi l’ha fatta non ha portato risorse nelle casse dello Stato? E’ stata fatta in tanti paesi europei. Quindi parliamone insieme”. Addirittura aggiunge: “Se volete facciamo un seminario sulla patrimoniale ma discutiamone concretamente”. Arriva il soccorso di Angelo Bonelli nel tentativo di far paciere tra posizioni inconciliabili da sempre. “Le modalità per fermare la fuga dei capitali ce ne sono, le possiamo studiare- dice il portavoce di Avs- . Sono d’accordo con Maurizio Landini quando dice ‘Non chiamiamola patrimoniale, perché questo è un termine che incute terrore, no?’ Va bene, chiamiamola ‘contributo di solidarietà'”. Fosse solo il lessico il problema…
E poi un suggerimento. Guardate il risultato del referendum negli Usa per tornare nella realtà: i referendum economici in California, Florida e Iowa hanno mandatono un messaggio chiaro: gli americani non ne vogliono sapere di nuovi balzelli, anche quando riguardano i super ricchi