Scontro tra M5S e Avs
Patrimoniale, volano gli stracci tra Conte e il duo Frato-nelli : “Giuseppe, la tassa serve, non rinunciamo”
Patti chiari, alleanza lunga. Ecco perché oggi Giuseppe Conte ha finalmente rotto gli indugi e ha bocciato la priorità di Avs, quella patrimoniale che un po’ da tutti, nel campo largo, viene vista come una zavorra elettorale in grado di affossare la coalizione alle prossime Politiche. Conte non è andato per il sottile, con il duo di Avs Frato-nelli. “L’abbiamo studiata e ristudiata. Vorrei uscire dal quadro ideologico. In Europa non ha mai funzionato, perché c’è un problema di calcolo del patrimonio. I mega ricchi poi si spostano facilmente, che gli importa di rimanere in Italia?”, ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, per poi aggiungere: £Con Bonelli e Fratoianni ne parleremo, ma porterò degli esempi, porterò la documentazione. Non sono ideologico in questo momento”. Ma il duo di Avs ci ha messo un’ora per rispondere all’amico Giuseppe, con una formula solo apparentemente diplomatica.
Il no allaPatrimoniale di Conte, la reazione di Avs
“Caro Giuseppe, anche noi non siamo per nulla ideologici e porteremo al tavolo della discussione materiali e studi che dimostrano come le obiezioni più frequenti e ripetute, a cominciare dalla ‘fuga dei capitali’, siano largamente infondate”, è la nota data alle stampe da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sulla tassazione delle grandi ricchezze. “Peraltro, la proposta che abbiamo avanzato sulla ‘restituzione fiscale’, che contiene un’imposta sulle grandissime ricchezze a partire dai 5,4 milioni di euro, è condivisa dalla maggioranza assoluta degli elettori italiani – proseguono i leader di Avs – dunque non solo dall’elettorato progressista, dove le percentuali sono ben più alte. Per questo siamo convinti della bontà di una proposta che non è più rinviabile di fronte alla diseguaglianza che continua a crescere e alla necessità di recuperare risorse per sostenere un programma di alternativa che sia davvero coraggioso”.
Certamente non dall’ultimo degli arrivati nel campo largo, l’esperto di tasse, il centrino Ernesto Maria Ruffini, leader di Più Uno, che della Patrimoniale non vuol sentirne. “E’ uno strumento che viene ciclicamente riproposto credo più per posizioni identitarie che per effettiva e concreta possibilità della sua realizzazione. Lo dimostrano anche i Paesi esteri sul gettito previsto e quello effettivamente incassato. Il problema non è introdurre una nuova tassa, di tasse ne abbiamo fin troppo e la pressione fiscale è aumentata…”.