Traffico aereo in tilt
Allarmi bomba partiti da una mail di minacce firmata “Combattenti dello Stato maschile”: «Oggi il vostro cielo sarà rosso». Ma a bordo non c’era niente
Un messaggio intimidatorio insensato e redatto in un italiano approssimativo, arrivato al Terminal 3 dell'aeroporto di Fiumicino che ha fatto scattare il protocollo d'intervento tempestivo, coi Caccia in volo a fare da scorta militare ai velivoli provenienti da Helsinki e da Dublino, diretti entrambi a Roma
Gli allarmi bomba mirati a squarciare i cieli europei sono partiti, su nero su bianco, da una mail minatoria che ha per oggetto “segnalazione di una minaccia”, firmato da sedicenti “Combattenti dello Stato Maschile”.
La mail di minaccia che fa scattare gli allarmi bomba: «Oggi il vostro cielo sarà rosso»
Un annuncio intimidatorio redatto in un italiano approssimativo, e arrivato al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, facendo scattare il protocollo d’intervento tempestivo sui voli provenienti da Helsinki e da Dublino e diretti a Roma. Più precisamente: il volo Finnair da Helsinki è regolarmente atterrato a Fiumicino, scortato dai Caccia dell’Aeronautica militare. Diversa la sorte del collegamento Aer Lingus da Dublino, per cui il comandante ha scelto di dirottare l’aereo verso la base francese di Évreux, dove sono scattate le verifiche di sicurezza.
Dunque, a innescare le procedure d’emergenza, l’intercettazione dei Caccia dell’Aeronautica militare e l’intervento della Polizia Postale è stata una mail minatoria inviata ai dipendenti di Aeroporti di Roma e a una società di logistica aeronautica.
Il testo della mail firmata “Combattenti dello Stato Maschile”
Nel messaggio, come anticipato scritto in un italiano stentato (probabilmente tradotto tramite strumenti di intelligenza artificiale) si legge testualmente: «Siete tutti complici di un complotto criminale. Vogliamo annientarvi per questo. Proprio per questo, in questo preciso momento, sui seguenti voli sono stati piazzati degli ordigni esplosivi: AY1761, Helsinki-Italia El402, Dublino-Italia. Sono diretti al vostro aeroporto. Noi, combattenti dello Stato Maschile, con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso».
Allarmi bomba: a bordo dei velivoli non c’era niente
I due velivoli segnalati, poi, sono regolarmente atterrati scortati dai Caccia. E i controlli a bordo, condotti dagli artificieri della Polaria, si sono conclusi con esito negativo: a bordo non è stato individuato nessun ordigno. Nel frattempo, fa sapere il Corriere della sera, le informative della Polizia Postale e della Polaria sono state trasmesse alle Procure competenti per l’apertura dei relativi fascicoli d’indagine. Dunque ora si indaga per capire perché siano stati scelti proprio quei voli. E che significato possa avere un messaggio apparentemente senza senso.
A riguardo, gli inquirenti non escludono legami con le analoghe minacce inoltrate nei giorni scorsi a danno del traffico aereo europeo e di circa 280 istituti scolastici. Tanto che Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, ha confermato l’avvio di «approfondimenti complessi». Registrando anche l’eventualità di rivendicazioni opportunisticamente intestate a gruppi diversi dai reali autori delle minacce.
Allarmi bomba, Salvini monitora la situazione in costante contatto con Enac e Enav
Nel frattempo la situazione resta sotto stretto monitoraggio da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con il ministro Matteo Salvini in costante contatto con Enac ed Enav per la sicurezza dei voli in arrivo e in sorvolo sullo spazio aereo nazionale. E con il Mit che spiega in una nota: «Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini segue con particolare attenzione la questione legata ai ripetuti allarmi bomba che stanno investendo il traffico aereo europeo. È in stretto contatto con l’Enac per monitorare i voli che atterrano su suolo italiano. E con l’Enav per la gestione del traffico aereo che sorvola l’Italia senza fare scalo nel nostro Paese».