Scontato l'esito negli Usa
Voto anticipato, La Russa: “Meglio di no, ma sei mesi di campagna elettorale sarebbero un danno per l’Italia”
Dalla sconfitta di Donald Trump ai rapporti Usa-Italia, dalla previsione della data delle politiche alle primarie del campo largo passando per il dossier Quirinale. In un lungo colloquio con l’Adnkronos Ignazio La Russa mette a fuoco i grandi temi dell’attualità. “Guai a fare i tifosi, l’Italia è sempre amica degli Stati Uniti d’America“, sottolinea intervistato dal direttore Davide Desario nel corso di AdnTalks. Non è sorpreso dell’esito, in gran parte annunciato delle elezioni di metà mandato negli Usa.
La Russa: mi aspettavo il risultato di Trump, ma non facciamo i tifosi
“Io credo che una grande influenza abbia avuto la differenza tra gli annunci e i risultati. Trump si era presentato come uomo della pace e non è riuscito a chiudere la guerra in Ucraina. E ha perso, o comunque non ha vinto, la guerra contro l’Iran con le conseguenze sull’energia che tutti conosciamo. Quindi io me l’aspettavo. Magari le dimensioni potevano variare, ma era probabile”. Parlando del successore di Mattarella La Russa ribadisce che non sarà la Meloni. Poi chiarisce: “Non perché non possa esserlo, perché non vuole in questo momento interrompere un percorso, che sperabilmente possa essere prolungato, da presidente del Consiglio”. Al di là dei nomi La Russa avverte le opposizioni: “Basta alla prosopopea di chi pretende sia solo di sinistra. Per me i tempi erano maturi anche l’altra volta per essere sinceri, poi abbiamo avuto la fortuna di avere un buon presidente”.
L’arma vincente della premier è la coerenza
L’arma vincente della premier? “La coerenza, fa quello che aveva promesso” dice il presidente del Senato. “Giorgia è nata coerente, poi è chiaro cambiano i momenti, cambiano i ruoli ma la linea generale è quella della coerenza. Questo governo sta cercando di fare quello che ha promesso. E in particolare Giorgia sta cercando di ricordare che non è ricattabile e quindi che le scelte che fa sono dettate da una visione politica, non da uno stato di necessità”. Poi non si sottrae a una ricandidatura: “Sono pronto se il partito lo vorrà”. La definizione di “non paludato” non gli dispiace. “Credo che sia la verità. Non so se mi piaccia o no, è come dire ti piace essere alto 1,73? Sono 1,73. Essere non paludato non è una scelta, almeno per quello che mi riguarda. Io ho sempre fatto politica e chi mi conosce in privato sa che, questo sì me lo riconosco come titolo di merito, non mi sono mai atteggiato a importante. L’autoironia per me è quella che ti aiuta a stare sempre coi piedi per terra, quindi essere non paludato è anche un modo per non modificare il tuo essere a seconda del ruolo che si ricopre”.
Elezioni anticipate? Meglio di no ma evitiamo 6 mesi di campagna elettorale
Sulla data del voto non si sbilancia ma fa alcune riflessioni sul desiderio di portare la legislatura fino alla data di scadenza e la necessità di non danneggiare l’Italia “regalandole” sei mesi di continua campagna elettorale . “Al momento ci sono 50 probabilità su 100” di andare a fine legislatura “per avere tempo di continuare a realizzare il programma. Da un altro punto di vista, però ci sono le elezioni comunali di Milano, Roma, Napoli. Ma lo dico solo io, quindi non facciamo retroscena, non pensiamo che sia una cosa che ho deciso parlandone con la Meloni o con gli altri. È immaginabile che il governo non sia coinvolto in un clima di campagna elettorale anche se si votassero solo le comunali?”
Portare la legislatura a scadenza naturale ma evitare danni all’Italia
Siccome le comunali si voteranno a maggio – continua il ragionamenti – “da marzo siamo in campagna elettorale che proseguirebbe fino alla fine della legislatura che è a ottobre. Le due cose si equivalgono. Da un lato il desiderio di portare la legislatura fino alla data di scadenza, dall’altro lato quello di non fare un danno all’Italia regalandole sei mesi di continua campagna elettorale. Tra questi due valori, all’ultimo minuto possibile, credo che il governo sceglierà”. Le primarie del centrosinistra? Nessun dubbio per La Russa: “Vincerà chi porterà più truppe cammellate a votare. Se dovessi puntare un euro, la Schlein. È già stata una che è riuscita a farsi votare fuori dal suo partito”.
Se fossi della Lazio andrei allo stadio tutte le domeniche
Non manca un “diversivo” dai temi politici. Sulla vicenda della Lazio senza tifosi il consiglio ai tifosi è quello di andare. “Se io fossi laziale – dice La Russa tifosissimo del – tutte le domeniche starei allo stadio, poi voglio fischiare Lotito, ho il diritto di fischiarlo, voglio fuori dallo stadio raccogliere firme per un altro che faccia il presidente posso farlo, ma io se fossi laziale non mi perderei, specie quest’anno, sono primi in classifica da soli, chi glielo doveva dire…”.