La passione di gioventù
Dai vinili ai faldoni del tribunale, la sorprendente rivelazione di Gratteri: “Da ragazzo facevo il dj”
Un tempo c'erano la musica e la consolle mentre oggi, sulla scrivania del magistrato, ci sono i documenti del tribunale. Nel tempo libero ha trovato anche due hobby nell'ambito del settore agricolo: la raccolta delle olive e la marmellata di limoni
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 4 Novembre 2026 alle 15:57
«Da giovane facevo il dj in una radio privata a Gerace. Talvolta ascolto un po’ di musica in macchina. Se potessi, andrei anche ai concerti». Dopo aver parlato della sua carriera da magistrato e delle varie privazioni che riguardano la sua vita sotto scorta, Nicola Gratteri ha raccontato un aneddoto curioso sulla sua gioventù.
Dai vinili alla toga, il giudice ha poi raccontato dell’ultima volta in cui si è avvicinato ad un concerto dal vivo, ma soltanto prima che iniziasse l’esibizione: «A giugno del 2025, per i 70 anni del grande Enzo Avitabile, sono andato a salutarlo poco prima che si esibisse con De Gregori e Jovanotti, a Piazza Mercato a Napoli». «Abbiamo parlato un po’ di musica, poi mi sono seduto dietro il palco, protetto dalla macchina blindata – ha proseguito -. Ma vedevo i ragazzi della scorta che non erano tranquilli e dopo mezz’ora siamo andati via. È stata un’emozione indimenticabile».
«Da giovane facevo il dj», la rivelazione di Nicola Gratteri
Quando gli è stato chiesto se si fosse mai sentito delegittimato, Gratteri ha risposto senza celare alcun dubbio: «Sì, ne ho parlato anche a proposito dell’accoglienza trovata a Napoli. La critica è legittima. Ma il confronto sul referendum sulla giustizia, per esempio, è degenerato in attacchi personali, esulando dai temi della campagna». Invece, quando gli è stato chiesto se le 131 assoluzioni su 338 imputati nel maxi processo Rinascita-Scott non fossero troppe, lui ha risposto: «Le percentuali servono ai titoli, la giustizia si misura sulle motivazioni. Il pm deve capire perché un’accusa non ha retto e trarne le conseguenze, senza considerare la decisione del giudice una sconfitta personale». Poi ha cercato di aggiustare il tiro: «Ma quelle 131 assoluzioni vanno lette con l’altro dato: 207 condanne per oltre 2.200 anni di carcere complessivi in primo grado, che confermano responsabilità accertate, in particolare sui vertici dei clan del Vibonese».
La nuova passione è l’agricoltura
Una volta al posto dei documenti del tribunale c’era la consolle, ma i tempi cambiano e Gratteri ha deciso di scegliere una nuova passione legata al settore agricolo: «Il lavoro nella terra è uno degli spazi di normalità cui tengo. C’è una soddisfazione concreta nel seguire una pianta e vedere il risultato della fatica: il mio tempo è perlopiù assorbito da problemi che richiedono anni per una soluzione». L’ha spiegato mentre annunciava di aver già proceduto alla raccolta delle olive per quest’anno. Quanto alla marmellata di limoni, non è ancora il periodo giusto per produrla: «Quella la faccio a gennaio».