La parabola dell'icona di Avs
Tanti migranti, pochi soldi. Il bronzo di Riace, Mimmo Lucano, cade dal piedistallo: non è più sindaco
Mimmo Lucano non è più sindaco di Riace, nonostante le proteste della sinistra, di Avs e di tutto il partito “dei migranti” che continua a sostenere il paladino della libera accoglienza, nonostante le continue disavventure politiche e giudiziarie. Il Prefetto di Reggio Calabria ha nominato con proprio decreto il Viceprefetto aggiunto Sara Ferri, per la provvisoria amministrazione del Comune, «al quale sono attribuiti i poteri spettanti al Consiglio comunale, alla Giunta e al Sindaco». Il bilancio non è in ordine, i conti non sono a posto.
A dare esecuzione allo stesso provvedimento è stato il neo Commissario prefettizio di Riace, che si è insediato a ottobre. «Per la complessa gestione dell’Ente», il Viceprefetto Ferri sarà affiancato dalla funzionaria amministrativa Irene Vittoria Calabrò, nominata sub Commissario presso il Comune di Riace.
A poco più di metà mandato, si conclude così la funzione di Sindaco di Riace di Domenico Lucano. Un’amministrazione tormentata per via delle decadenze alternate alle sospensioni derivate dai giudizi seguiti alla sentenza definitiva di condanna dello stesso Lucano, a 18 mesi di reclusione, per il reato di falso in atto pubblico, confermata per ultimo dalla Cassazione. Sentenza che ha fatto scattare automaticamente gli effetti della Legge Severino sulla sua incandidabilità e ineleggibilità. Ma prima ancora della decisione della Corte Suprema, è intervenuta la decisione del Prefetto.
I disastri di Mimmo Lucano, il bronzo di Riace che piace a sinistra
Entro il 31 luglio scorso, come stabilito dalle norme del Testo unico degli Enti locali, il Consiglio comunale avrebbe dovuto adottare la delibera riguardante la verifica degli equilibri di bilancio. Nonostante la diffida prefettizia, il consiglio comunale si è riunito ma senza esito. Il Prefetto ha nominato per questo un Commissario ad acta, che al termine degli atti istruttori ha deliberato l’impossibilità di procedere all’intervento sostitutivo di salvaguardia degli equilibri del bilancio, «in assenza dei presupposti tecnico-contabili richiesti dalla normativa vigente». La legge, in casi come questi, prevede solo lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di un commissario. La maggioranza di Lucano negli ultimi periodi si era andata sfaldando, con componenti della maggioranza che lo avevano abbandonato, per passare all’opposizione.
Secondo quanto ricostruito da Il Giornale, l’ente avrebbe accumulato una esposizione debitoria di circa 4,84 milioni di euro, tra debiti fuori bilancio e contenziosi. Gli uffici comunali avrebbero dichiarato di non essere in grado di certificare la tenuta finanziaria per il 2026, e la documentazione è già stata trasmessa alla Prefettura di Reggio Calabria.