Vertice segreto
Schlein incontra Cairo in vista del voto, il retroscena su La7: “Ha chiesto Damilano al posto di Mentana”
Le elezioni si vincono nelle urne, ma evidentemente c’è chi ritiene che una spinta dai salotti televisivi sia necessaria. Soprattutto se il padrone di casa si chiama Urbano Cairo. Così Elly Schlein, alle prese con le acrobazie del campo largo e le ambizioni mai sopite di Giuseppe Conte, trova il tempo per un incontro riservatissimo con il patron di La7 e del Corriere della Sera.
Ecco cosa Schlein ha chiesto a Cairo: l’indiscrezione del Giornale
A svelare il faccia a faccia è il Giornale: appuntamento all’Hotel de La Ville, a Roma, a pochi passi da piazza del Popolo. Lontano dalle telecamere e dai taccuini dei suoi giornalisti, paradossalmente proprio quelle che Cairo conosce così bene.
Sul tavolo, secondo la ricostruzione del quotidiano diretto da Tommaso Cerno, gli scenari internazionali, le elezioni americane di Midterm e soprattutto il futuro politico italiano. Per Schlein, che deve tenere insieme alleati litigiosi, aspiranti leader e una coalizione ancora in cerca di identità, il confronto con uno dei principali editori del Paese assume inevitabilmente un significato particolare.
Da Mentana a Damilano: La7 si schiera ancora più a sinistra
Ma il retroscena più gustoso riguarda proprio La7. Secondo il Giornale, Cairo starebbe ragionando sul dopo Mentana, il cui ultimo giorno alla guida del telegiornale sarebbe fissato al 23 dicembre. E qui entra in scena Marco Damilano, editorialista del Domani, già direttore dell’Espresso, indicato come un nome particolarmente caldeggiato dalla segretaria dem. Nessuna investitura ufficiale, naturalmente. Solo indiscrezioni, che però aggiungono pepe a un incontro già politicamente sapido.
Del resto, La7 è da anni uno dei palcoscenici privilegiati del campo largo: tra Otto e mezzo, DiMartedì, i talk scandiscono con precisione da metronomo la grancassa dell’opposizione. Non a caso Enrico Mentana, prima dell’addio al veleno, ha sottolineato la virata decisamente anti-meloniana della sua ormai quasi ex emittente.
Tranne l’indiscrezione dei cronisti del Giornale non vi è alcuna prova di accordi, nessun patto documentato. Nè i diretti interessati potrebbero mai farne menzione. Tuttavia, la coincidenza tra il colloquio riservato, le prossime scadenze elettorali e le voci sul Tg La7 alimentano più di una apprensione. Con Damilano direttore, la propaganda del campo largo avrebbe una nuova bocca di fuoco mediatica da sfruttare in vista delle elezioni del 2027.