Raccolta gestita dai genitori
I pro-Pal si svenano per le spese giudiziarie di Siher e della moglie: 18mila euro raggiunti, manca poco all’obiettivo
Nella piattaforma Gofundme, dove è iniziata la raccolta fondi, si sottolinea che «il percorso» per la coppia «è lungo e comporterà molte spese legali».
Politica - di Gabriele Caramelli - 4 Novembre 2026 alle 17:10
Youssef Siher e la moglie Sadia Hammoud sono diventati la coppia preferita dei pro-Pal, tanto che la raccolta fondi per entrambi ha già superato i 18mila euro rispetto all’obiettivo previsto di 20mila in poche settimane. Sulla pagina Instagram dei Giovani palestinesi di Milano è stato pubblicato un post che invita a contribuire per sostenere le loro spese legali: «Youssef è libero, ma sia lui che Sadia rimangono indagati per accuse gravissime». Entrambi erano finiti al centro della cronaca giudiziaria e politica, poiché scoperti come amministratori della chat su Telegram “Movimento 17 ottobre” nata dopo la guerriglia urbana a Milano, che ha portato alla devastazione dei negozi del centro. Sulla pagina dei giovani pro-Pal, precisamente in descrizione, si trova il link con cui si accede alla piattaforma della raccolta fondi.
Siher e la moglie sono le nuove icone dei pro-Pal, che si svenano per pagare le spese giudiziarie
Anche stavolta, gli attivisti pro-Pal milanesi non si sono risparmiati, tra appelli, bufale e messaggi ideologizzati sui social: «Il governo si ostina a voler creare dei mostri e trovare dei capri espiatori per non fare i conti con il proprio fallimento. Intanto continua a finanziare guerre a scapito dei nostri salari, della nostra istruzione e della nostra salute. In questo clima di repressione sempre più evidente, non dobbiamo lasciare indietro chi ha bisogno del nostro supporto: per loro dobbiamo continuare a lottare, continuare a scendere in piazza e continuare a far sentire la nostra voce. Libere tutte, liberi tutti».
Ma l’Italia non finanzia nessuna guerra, anzi, il governo Meloni si è rifiutato di mettere a disposizione la base di Sigonella per l’esercito americano come avamposto logistico, proprio durante i bombardamenti in Iran. Tra le altre cose, il nostro Paese è il primo tra quelli non arabi per aiuti umanitari inviati a Gaza.
Raccolti già 18mila euro a fronte dei 20mila previsti
Nella piattaforma Gofundme, dove è iniziata la raccolta fondi, si sottolinea che «il percorso» per la coppia «è lungo e comporterà molte spese legali». C’è anche scritto che l’iniziativa per le donazioni ha lo scopo di «garantire a entrambi un’adeguata difesa, consulenze tecniche e periti legati al caso», ma anche l’obiettivo di «coprire i costi vivi e logistici legati al procedimento». La raccolta, si precisa nella parte finale della nota, «non è promossa da enti o organizzazioni, ma è gestita direttamente dalle famiglie di Youssef e Sadia, che si impegnano a destinare ogni contributo esclusivamente alle spese legali e a tenervi aggiornati sull’utilizzo dei fondi».