Lo scontro interno
Terremoto nella Lega, Salvini contro Romeo: raccolta di firme per sfiduciare il capogruppo. In 4 dicono no
La resa dei conti, anzi, delle firme. A pochi giorni dalla riconferma di Matteo Salvini al vertice della Lega, con la consacrazione di una minoranza piccola ma agguerrita, in Senato qualcosa si muove. Tra le fila della Lega è iniziata la raccolta delle firme necessarie per la sfiducia al capogruppo Massimiliano Romeo, nel mirino per aver apertamente criticato la linea della segreteria Matteo Salvini, assieme ai cosiddetti nordisti del partito. A quanto apprende AdnKronos, dei 29 senatori del gruppo di Palazzo Madama, solo 4 non avrebbero sottoscritto il testo presentato dal senatore Stefano Borghesi per i “salviniani”. Tra questi anche Massimo Garavaglia, sfidante del leader Salvini al congresso di Milano.
Nella Lega la resa dei conti tra Romeo e Salvini
“Oggi è partita la raccolta firme per chiedere la sfiducia nei confronti del capogruppo Massimiliano Romeo. Ne prendo atto con rammarico, evidentemente non c’è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso, ma di spaccare tutto e allargare il divario di posizioni nel partito. A me basta questo. Per regolamento, dovrebbe esserci una assemblea di gruppo. Vedremo, chi deciderà ci spiegherà le motivazioni”, ha detto all’Ansa il senatore Massimo Garavaglia che al congresso straordinario della Lega si è candidato alla segreteria, sfidando Matteo Salvini, e ottenendo il 24% dei voti. Romeo, che è anche segretario della Lega lombarda, ha sottoscritto la candidatura di Garavaglia e insieme al governatore Attilio Fontana e ai “nordisti”, ha chiesto il rinnovamento del partito.
Le accuse rivolte al “capitano”
Massimiliano Romeo rischia di essere sfiduciato come capogruppo della Lega al Senato perché è diventato uno dei principali riferimenti della corrente interna che contesta la gestione politica di Matteo Salvini. Non si tratta, quindi, di problemi nella conduzione del gruppo parlamentare, ma di una resa dei conti politica dopo il congresso straordinario della Lega del 24-25 ottobre 2026. La contestazione della linea di Salvini. Romeo, insieme al presidente della Lombardia Attilio Fontana e ad altri esponenti del partito, ha chiesto una Lega più attenta alle proprie radici settentrionali, al federalismo e all’autonomia. Secondo questa componente, il partito avrebbe perso parte della propria identità con la svolta nazionale e lo spostamento a destra. Romeo ha proposto di affiancare Salvini con una squadra di governatori e dirigenti territoriali. I salviniani hanno interpretato questa iniziativa come una contestazione della leadership, mentre Romeo sostiene di aver voluto soltanto rafforzare il partito. Al congresso straordinario, Romeo è stato tra i promotori della candidatura alternativa di Garavaglia, vicino al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.