I funerali ad Andria
“Ciao Lauretta figlia mia”: l’estremo saluto a Laura Procacci, caduta in Bosnia. Il video del padre commuove l’Italia
“Noi ci salutavamo così. Ciao Lauretta figlia mia”. Sono le parole con cui Giuseppe Procacci ha scelto di ricordare la figlia Laura, 32 anni, sergente maggiore del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana, morta il 29 ottobre – insieme ai sergenti dell’aviazione Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente della croce rossa militare, Franco Adriano Zecchillo – nello schianto di un elicottero a Brcko, in Bosnia-Erzegovina.
Il messaggio accompagna un video affidato ai social che sta toccando migliaia di persone: il padre saluta la figlia, anche militarmente, e la abbraccia. Lei, in abito bianco e con lo zaino sulle spalle, si ferma davanti a lui, sorpresa ed emozionata, e risponde con il saluto militare.
Il dolore di Andria e Canosa
Oggi alle 16, nel santuario della Madonna dei Miracoli di Andria, si sono svolti i funerali, officiati dal vescovo, monsignor Luigi Mansi. Sulla bara avvolta nel tricolore c’era la foto di Laura in divisa, sorridente. Accanto al feretro, stretti in un abbraccio, i genitori Giuseppe e Maddalena e le sorelle Mariagiovanna e Giulia.
La camera ardente era stata allestita nella chiesa di Santa Maria Assunta e San Isidoro di Montegrosso, la frazione di Andria dove Laura ha trascorso l’infanzia. Per oggi la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha proclamato il lutto cittadino, così come il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio, dove vive la famiglia.
Le parole del vescovo
Nell’omelia monsignor Mansi ha tracciato il ritratto di una giovane donna dedita agli altri: “Laura non ha sprecato la sua giovinezza nell’egoismo o nell’indifferenza. La sua è stata una vita intrisa di volontariato, di premura costante verso il prossimo, di disponibilità a servire”.
Poi il pensiero alla pace: “Non è mai una conquista scontata o acquisita una volta per sempre: è un cantiere aperto che richiede dedizione, spirito di abnegazione e talvolta il dono della vita stessa”.
E ancora: “Il sacrificio di Laura, accanto a quello dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e del tenente Franco Adriano Zecchillo, ci ricorda con forza quanto sia prezioso e fragile il bene della pace. In un mondo segnato da conflitti, il lavoro silenzioso di chi indossa un’uniforme per recare soccorso, curare le ferite e portare stabilità è un pilastro fondamentale dell’umanità”.
Il ricordo del governo
Laura Procacci è stata ricordata anche a Bari, durante la cerimonia per il 4 novembre al Sacrario dei Caduti d’Oltremare, alla presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana. A intervenire, in rappresentanza del governo, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha citato Laura insieme alle altre vittime dell’incidente.