A Urbino
Postino raccoglie 1 milione e 176mila monete da un centesimo in 28 damigiane. Che cosa dice la legge
Il collezionista di centesimi era conosciuto da tutti. Non chiedeva, accettava, la gente aveva capito. Dopo anni di attività di raccolta indefessa, il postino di Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, ha messo insieme una bella cifra, un milione e 760mila monete da un centesimo, somma tutta custodita in 28 damigiane: un tesoro da 11.760 euro. Ma il collezionista non aveva fatto bene i suoi calcoli, rispetto al peso del tesoretto: il pavimento ha ceduto, mettendo a rischio il suo gruzzolo. L’incredibile storia è stata raccontata dal network Tele2000, in un servizio che ha mostrato anche le immagini della collezione. Bruno Salvi, postino di Urbania, nelle 28 damigiane da 30 litri ciascuna ha accumulato centesimi per un peso totale di 27 quintali. Con il passare del tempo s’è accorto che il pavimento stava cedendo. “Ho dovuto spostare le damigiane ai piani inferiori, il cemento della tromba delle scale presentava le prime crepe”.
Il postino che collezionava monete da 1 centesimo
Il signor Bruno ha raccontato che la sua passione per le monetine da 1 centesimo arriva da lontano. “Accumulavo le monete da 20 e 500 lire, perché erano le più belle. Poi ho cominciato con quelle da un centesimo e volevo vedere fino a quanto mi potevo spingere. Vorrei arrivare a un milione e mezzo, ma se le monetine continueranno a girare anche di più”. Come ha raccolto? “La gente mi dava i cent quando mi incontrava per strada o quando portavo la posta. Ancora oggi consegno la posta a piedi. A volte mi chiedo: quanti milioni di persone hanno maneggiato queste monete?”. Normalmente nessuno ci pensa“.
La banca è obbligata a cambiare i soldi?
Il signor Bruno, che possiede più di 11mila euro in monete da 1 centesimo, può chiedere di cambiarle in banconote oppure di versarle sul tuo conto corrente. Le monete da 1 centesimo conservano il loro valore legale anche se in Italia non vengono più coniate.
C’è però una distinzione importante: ha diritto al valore del denaro che possiedi, ma non necessariamente a ottenere il cambio immediato allo sportello, soprattutto per una quantità così eccezionale. Nel suo caso parliamo di 1.100.000 monete, per un peso di circa 2,53 tonnellate. Una normale filiale potrebbe non essere attrezzata per contarle e verificarle. La Banca d’Italia specifica espressamente che, per richieste superiori a 500 monete, il cambio può essere completato successivamente alla consegna. In quel caso si dovrà compilare una distinta e firmare una dichiarazione con cui accetti il risultato del conteggio effettuato dalla Banca d’Italia. Il controvalore potrà essere riconosciuto in contanti oppure tramite bonifico sul conto corrente.