Cosa cambia e perché
Cinema, approvata la storica riforma bipartisan: basta sprechi e clientele. Schlein ringrazia il ministro Giuli
“L’approvazione definitiva della riforma del settore cinematografico e audiovisivo rappresenta un risultato storico per la cultura italiana. A dieci anni dalla legge del 2016, consegniamo all’intera filiera nuove regole, capaci di rispondere alle trasformazioni dell’industria e alle sfide delle nuove tecnologie. Il voto unanime del Senato sancisce il valore di un percorso condiviso tra maggioranza e opposizioni, nell’interesse di tutti gli operatori”: con queste parole il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ringrazia il Parlamento, le Commissioni Cultura della Camera e del Senato, il Sottosegretario Lucia Borgonzoni “e quanti hanno contribuito a questo importante traguardo, che apre una nuova stagione per la cinematografia italiana”. Oggi è arrivata l’approvazione definitiva, all’unanimità, da parte del Senato del disegno di legge recante “Disposizioni in materia di cinema”, che conclude così il proprio percorso parlamentare.
La riforma del cinema e dell’audiovisivo, approvata definitivamente dal Senato oggi con 123 voti favorevoli e all’unanimità, cambia la gestione dei finanziamenti pubblici, rafforza i controlli e introduce nuove tutele per lavoratori e produzioni.
Cinema, i punti principali della riforma
Molti i punti qualificanti della riforma. Nasce l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. Dal 2028 gestirà gran parte delle funzioni operative oggi affidate al Ministero della Cultura, compresi gli incentivi. Più controlli sui finanziamenti pubblici. Procedure semplificate, maggiore trasparenza, verifiche sull’impiego delle risorse e tempi certi per l’erogazione dei contributi. Programmazione triennale. Le produzioni potranno conoscere in anticipo obiettivi, risorse disponibili e scadenze per richiedere gli incentivi. Sostegno ai piccoli produttori. Maggiore attenzione al cinema indipendente, ai giovani registi, alle opere prime e seconde e alle produzioni di dimensioni ridotte. Tutela contro gli abusi dell’intelligenza artificiale. Regole per proteggere i diritti di attori, autori e sceneggiatori nell’impiego dell’IA. Piano per riaprire le sale cinematografiche. Previsti interventi per recuperare e riqualificare i cinema, soprattutto quelli storici e di comunità. Maggiori tutele per i lavoratori dello spettacolo. Revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali. Nasce inoltre un Forum permanente del cinema e dell’audiovisivo, che riunirà esperti e rappresentanti del settore per affiancare le istituzioni.
La novità principale è il passaggio a un sistema che punta a rendere più prevedibili, trasparenti e controllabili i finanziamenti pubblici al cinema, accompagnato da un nuovo organismo di gestione.
Sul piano politico, è una riforma bipartisan: il testo unifica proposte presentate da esponenti di maggioranza e opposizione, tra cui Schlein, Mollicone, M5S, Azione e Lega. “La legge approvata oggi in via definitiva dal Senato è un passaggio storico per la filiera cinematografica e strategico per tutta l’industria culturale nazionale. Questo provvedimento è il risultato di un percorso in cui maggioranza e opposizione – grazie anche al dialogo con associazioni, operatori, esperti, produttori e lavoratori della filiera – hanno saputo individuare obiettivi comuni nell’interesse del settore e, soprattutto, nell’interesse della Nazione.”, dichiara il Presidente della Commissione cultura della Camera e Responsabile Nazionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia Federico Mollicone.