Calcio a lutto
Calciatore ucciso, Owono distrutto: “Penso sempre a Miguel”. Dino Zoff assolve il portiere: “Non è colpa sua”
“Questi sono i giorni più difficili della mia vita. Faccio fatica a trovare le parole e mi risulta molto complicato elaborare quanto accaduto. Provo un dolore immenso per la perdita di Jesús. Il mio pensiero va a lui, alla sua famiglia e a tutte le persone che gli volevano bene”. Queste le parole del portiere dell’Andorra, Jesús Owono, che rompe il silenzio dopo la tragica morte di Jesús De Miguel, attaccante del Tenerife deceduto in seguito al violento scontro di gioco con lo stesso portiere della Guinea Equatoriale.
“So che ci saranno molte questioni da affrontare e le affronterò con il massimo rispetto. Ma in questo momento, onestamente, non riesco a pensare ad altro che a Jesús e al dolore che stiamo vivendo. Riposa in pace, Jesús”, conclude Owono in un post sui canali social ufficiali dell’Andorra. Il club, da parte sua, ha chiesto “la massima sensibilità e rispetto”.
“Oggi, prima di iniziare l’allenamento, ci siamo fermati per ricordare Jesús de Miguel ed esprimere le nostre condoglianze alla sua famiglia e a tutto il CD Tenerife. Riposa in pace, Jesús”, ha scritto il club in un secondo post.
“Non ci sono colpe o responsabilità di uno o dell’altro – dice al telefono con l’Ansa la leggenda dei portieri azzurri, Dino Zoff – è il caso della vita e del gioco, che poche volte si traduce in una disgrazia”. Il campione del mondo del 1982 ricorda anche la morte dell’estremo difensore dell’Ascoli Roberto Strulli, che nel 1965 perse la vita in uno scontro di gioco: “Non c’è intenzionalità, il calcio è uno sport di contatto: eventi del genere possono succedere, anche se certo ne capita uno ogni morte di papa – analizza ancora l’ex portiere -. In quest’occasione è successo bruscamente, ma c’era solo voglia di prendere la palla”.