Un pessimo biglietto da visita
Bufera sul senatore Usa El Sayed. Sui social rispuntano le frasi choc sull’attentato a una sinagoga: “Era il momento…”
Esteri - di Gabriele Caramelli - 6 Novembre 2026 alle 17:01
Dopo il sindaco di New York Zohran Mamdani, la sinistra occidentale si esalta per l’elezione del senatore dem musulmano, Abdul El Sayed, al Congresso degli Usa. Come riporta il New York post, su di lui si è scatenata una bufera politica quando, sul suo sito web, aveva rilasciato una dichiarazione inquietante sul camionista che aveva centrato col suo mezzo una Sinagoga in Michigan, a marzo 2026, sul suo sito web: «Le persone ferite feriscono le persone». Poi aveva aggiunto: «Era il caso e lui avrebbe dovuto farlo», anche se prima aveva scritto che il gesto fosse ingiustificabile.
Si era poi scusato durante la conferenza dei dem a Lansing, il 29 agosto 2026: «Ho fatto un errore». Alcuni delegati ed elettori ebrei presenti hanno accolto positivamente il suo passo indietro, mentre altri hanno giudicato le scuse insufficienti. «Troppo poco e troppo tardi», aveva affermato il suo avversario repubblicano Mike Rogers, riferendosi alle parole di El Sayed, che si è accorto del proprio errore dopo sei mesi.
Ma non finisce qui, perché a ottobre 2026 è stato pubblicato un filmato sui fondi con cui sarebbe stata finanziata la campagna elettorale di El Sayed. Ad occuparsi dell’inchiesta è stato l’O’Keefe media group, diretto dal giornalista e attivista conservatore James O’Keefe, che ha raccolto la testimonianza di un ex membro dello staff del candidato dem, Abdoul Beckwith. L’uomo ha affermato che El Sayed riceverebbe donazioni da entità che vivono all’estero e che non può prendere le distanze da Hamas senza perdere il sostegno di alcuni dei suoi elettori.
Abdul El Sayed, tra dichiarazioni inquietanti e spot elettorali fuorvianti
C’è stata una lite interna, a pochi giorni dalle elezioni, che ha coinvolto Abdul El Sayed e la deputata dem Haley Stevens, filoisraeliana ed ex contendente per il posto al Senato nelle primarie interne del partito. La contesa si è scatenata a seguito di un post pubblicato da Rebellion Pac, un’organizzazione che sostiene El Sayed. Nel video si vede una coppia americana al supermercato che critica i prezzi troppo elevati di alcuni prodotti, tra cui le uova, sostenendo che siano dovuti al fatto che i soldi dei contribuenti statunitensi vengono usati per «uccidere i palestinesi».
Di conseguenza, Stevens ha chiesto ad el Sayed di prendere le distanze, condannando lo spot. Lui lo fece, ma sostenne di non avere colpe e che neanche gli addetti alla sua campagna elettorale fossero coinvolti. Alla deputata dem, però, non è bastato, tanto che alla fine ha scelto di sostenere Mike Rogers per la tornata elettorale.
Le risposte irritate ai media
In un’intervista al podcast MichMash di Detroit Public Radio, il conduttore Zach Gorchow aveva chiesto a El Sayed di spiegare cosa intendesse con la frase: «Uguali diritti di autodeterminazione per israeliani e palestinesi». Ma lui ha risposto stizzito: «Questa domanda è stata fatta e rifatta. Io sono concentrato sui dieci milioni di persone di questo Stato. È frustrante che si voglia trasformare questa corsa in qualcosa che accade a 6.000 miglia da qui, quando abbiamo bambini che non possono permettersi un pasto».
Ma è stato proprio lui a sollevare la questione sul Medio Oriente più volte, osteggiando le politiche del governo Trump. Ora sembra quasi che non voglia più sentir parlare della regione araba e si è infatti giustificato nella risposta senza andare fino in fondo: «Non me lo chiedono mai durante gli incontri con gli elettori. Ma ogni volta che parlo con la stampa, sembra essere la domanda più importante».