Il velivolo made in Italy
Voli supersonici: c’è il figlio di Dino Zoff dietro il “caccia” GCAP destinato a rivoluzionare le guerre aeree
Dietro il nuovo Caccia GCAP, e i suoi sistemi di atttacco, c’è un cognome noto, Zoff, c’è il figlio di Dino, grande portiere della Juventus e della Nazionale, Marco Zoff: è lui il manager è l’amministratore delegato di Edgewing, la joint venture tra Leonardo, l’inglese BAE Systems e la giapponese JAIEC che ha il compito di progettare e sviluppare il caccia di nuova generazione destinato a entrare in servizio dal 2035 nell’ambito del GCAP, il Global Combat Air Programme.
Marco Zoff e il Caccia GCAP pronto per il 2035
Il GCAP dovrebbe sostituire progressivamente gli Eurofighter Typhoon italiani e britannici e gli F-2 giapponesi. Non è previsto come sostituto diretto degli F-35. Italia, Regno Unito e Giappone hanno finanziato una nuova fase della progettazione attraverso la joint venture Edgewing. È un contratto industriale congiunto, non il costo complessivo dell’aereo. Il Regno Unito si è dichiarato disponibile a discutere la partecipazione della Germania. Nessuna adesione è stata ancora formalizzata. Il GCAP rappresenta una possibilità di sviluppare competenze nazionali nei radar, nell’elettronica, nell’intelligenza artificiale e nella progettazione aeronautica. La partecipazione di Leonardo, attraverso Edgewing, colloca l’industria italiana tra i protagonisti del programma. Secondo i vertici di Leonardo, il GCAP «non è solo un aereo ma un sistema di sistemi». Il velivolo con pilota sarà il cuore di un’architettura capace di coordinare droni, condividere informazioni in tempo reale con unità terrestri e navali e operare in modo integrato con la NATO.
Nato a Torino il 21 dicembre 1973, Marco Zoff ha 52 anni ed è l’unico figlio di Dino Zoff, leggendario portiere della Nazionale campione del mondo nel 1982. Dopo la laurea in ingegneria a Roma, ha lavorato nella consulenza strategica presso Accenture, per poi entrare nel gruppo Leonardo nel 2006.
Le 8 caratteristiche principali del caccia
1. Tecnologia stealth avanzata. Forme e materiali progettati per ridurre la rilevabilità radar, con armamenti trasportati in vani interni.
2. Intelligenza artificiale a bordo. Sistemi capaci di analizzare grandi quantità di dati, individuare minacce e suggerire al pilota le decisioni più appropriate.
3. Controllo di droni gregari. Il caccia potrà coordinarsi con velivoli senza pilota, impiegati per ricognizione, disturbo elettronico e potenzialmente attacchi.
4. Radar di nuova generazione. Sensori avanzati, sviluppati anche dall’industria italiana, per rilevare e seguire molteplici bersagli e condividere informazioni.
5. Motori più potenti ed efficienti. Propulsori di nuova concezione, sviluppati con il contributo di Rolls-Royce, Avio Aero e IHI, per offrire prestazioni elevate e alimentare sistemi elettronici molto energivori.
6. Autonomia e raggio d’azione elevati. Una delle priorità del progetto è operare su grandi distanze, particolarmente importanti nel teatro indo-pacifico.
7. Guerra elettronica integrata. Capacità di individuare, contrastare e disturbare radar e comunicazioni avversarie.
8. Architettura digitale aggiornabile. Software e sistemi di bordo progettati per ricevere nuove funzionalità durante la vita operativa dell’aereo.