L'annuncio
Atreju torna a dicembre al Circo Massimo, la sfida della destra: “Il futuro ci chiama ancora”
Dal 4 al 13 dicembre la kermesse di Fratelli d’Italia torna a Roma. Dagli ospiti internazionali ai leader nazionali, una storia di confronti che va oltre i confini del partito
Dal 4 al 13 dicembre il Circo Massimo tornerà a essere il palcoscenico di Atreju, la storica kermesse della destra italiana, che si prepara a una nuova edizione dopo il record di partecipazione dello scorso anno. Dieci giorni di politica, dibattiti e incontri nel cuore di Roma, annunciati da Fratelli d’Italia con uno slogan che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici: «Il futuro ci chiama ancora». E un sottotitolo che suona come una dichiarazione d’intenti: «Difendere l’Italia. Contro il nulla che avanza». Ad accompagnare l’annuncio sui social, una stella cometa tricolore.
La sfida al Nulla, dalle pagine di Ende al Circo Massimo
Il richiamo non è casuale. Atreju prende il nome dall’eroe de La storia infinita di Michael Ende, il giovane guerriero chiamato a salvare “Fantàsia” dall’avanzata del “Nulla”. Una metafora che accompagna la manifestazione fin dalla sua nascita, nel 1998, quando Giorgia Meloni militava ancora nella destra giovanile.
Da allora sono cambiati gli equilibri politici, i governi e perfino la geografia della destra italiana. Quella che nacque come festa dei giovani di Alleanza nazionale è diventata uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario politico nazionale, senza rinunciare alla propria identità. Quest’anno si torna al Circo Massimo, già teatro dell’edizione 2024.
Dai 50mila ai 105mila partecipanti
L’asticella è alta. Nel 2024 Atreju aveva registrato 50mila presenze. Dodici mesi dopo, nei giardini di Castel Sant’Angelo, il bilancio ufficiale è salito a 105mila presenze, 144 ore di dibattiti, 743 interventi, mille volontari e 1.400 giornalisti accreditati. Numeri più che raddoppiati sul fronte della partecipazione, che hanno consegnato agli organizzatori l’edizione più frequentata di sempre.
«La nostra festa è cresciuta di pari passo con il successo di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia», aveva osservato Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, sottolineando la presenza non soltanto di militanti e simpatizzanti, ma anche di tanta gente comune. Una crescita accompagnata da milioni di visualizzazioni sui social e dal lavoro dei ragazzi di Gioventù nazionale.
Da Rama a Milei, i grandi ospiti
Il prestigio della manifestazione si misura anche dai nomi passati sul suo palco. Nel 2023 arrivarono Elon Musk, patron di Tesla, l’allora premier britannico Rishi Sunak e quello albanese Edi Rama, alleato della presidente del Consiglio sul dossier migratorio. Nel 2024 fu la volta del presidente argentino Javier Milei e del premier libanese Najib Mikati. Un parterre internazionale difficilmente immaginabile ai tempi delle prime edizioni.
Ma Atreju ha coltivato anche un’altra peculiarità, non sempre scontata nella politica italiana: invitare gli avversari a discutere, anziché limitarsi a parlarne in loro assenza.
Nel 2024 salirono sul palco Fausto Bertinotti, Enrico Letta e Giuseppe Conte. L’anno successivo arrivarono Matteo Renzi, Carlo Calenda, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e lo stesso Conte. Non mancarono le scintille, soprattutto sulle riforme e sulla politica estera. La segretaria del Pd Elly Schlein, invece, declinò invece l’invito dopo il mancato accordo sul confronto con Meloni.
Un confronto tutt’altro che di facciata, nel quale le divergenze politiche sono rimaste evidenti. Perché il rispetto dell’avversario non richiede necessariamente di dargli ragione.
Una festa di partito, ma pronta al confronto
È forse questa la scommessa più interessante della manifestazione: mantenere un’identità politica riconoscibile senza trasformarla in un recinto. Lo ha ribadito la stessa Meloni, chiudendo l’edizione 2025: «Questo è il luogo in cui tutte le idee hanno diritto di cittadinanza».
Per conoscere il programma e gli ospiti del 2026 bisognerà attendere le prossime settimane. Intanto una cosa è certa: Atreju torna con l’ambizione di superare i propri numeri. E con il suo vecchio nemico letterario, il Nulla, nuovamente chiamato in causa.