No ideologico delle sinistre
Toscana maglia nera per rapporto tra crimini e immigrazione. Donzelli: sul Cpr il governo non farà passi indietro. Un colpo per le coop rosse
Politica - di Gloria Sabatini - 12 Ottobre 2026 alle 17:32
I dati del Sole 24Ore sulla criminalità fotografano la Toscana tra le regioni meno virtuose, con una alta incidenza di stranieri che commettono reati. Prato risulta la città con la maggiore incidenza tra arrestati/ denunciati e immigrati mentre Firenze è la seconda città italiana per numero di denunce su 100mila abitanti. Sotto attacco la gestione del governatore Eugenio Giani improntata all’accoglienza che ha riacceso lo scontro tra i favorevoli e i contrari ai centri per il rimpatrio, che FdI e tutto il centrodestra considerano uno strumento necessario e le amministrazioni di sinistra temono come la peste. Su questo fronte il governo, come ha sottolineato Giovanni Donzelli, non intende fare passi indietro.
Sos Prato, il 60% di denunciati o arrestati è straniero
“A Prato il 60% delle persone denunciate o arrestate è straniero, a fronte di una media nazionale del 35%. Un dato allarmante che chiama direttamente in causa le responsabilità di chi governa la città e la Regione. L’ennesima prova che servono scelte urgenti e concrete per contrastare l’illegalità e governare l’immigrazione. La priorità è dotare finalmente la Toscana di un Cpr». Così Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana, e Giovanni Sardi, presidente provinciale FdI Prato. L’incidenza tra reati e immigrazione è testimoniata dai numeri. “Nel carcere della Dogaia un detenuto su due è straniero, a fronte di una presenza che a Prato è pari a poco meno di un quarto della popolazione residente. Il carcere è stato teatro di gravi e ripetuti episodi di illegalità, tra traffici di droga e telefoni cellulari. E il recente ritrovamento di appunti con indicazioni su come evitare il trasferimento nei Cpr aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione”. I due esponenti di FdI chiamano in causa la responsabilità politica del centrosinistra toscano. “Che per anni ha anteposto la retorica dell’accoglienza alla necessità di garantire sicurezza e rispetto delle regole. Il governo Meloni sta dimostrando che è possibile intervenire con decisioni concrete per contrastare l’immigrazione irregolare e rafforzare la sicurezza. Il centrosinistra pratese e toscano esca dall’immobilismo e faccia anch’esso la sua parte“.
Donzelli: il Cpr in Toscana si farà, sui clandestini lucrano le coop rosse
Sulla realizzazione del primo Cpr in Toscana il governo non intende fare passi indietro. In un’intervista Giovanni Donzelli ha rispedito al mittente la narrazione del Pd sul Cpr come sinonimo di carcere e di deportazione. E ha piegato che “l’area individuata è quella di Aulla”, in provincia di Massa Carrara, “però ci sono altre ipotesi alternative. Potremmo prendere in considerazione anche qualcosa sulla Piana di Firenze”. Il Cpr non porta disagio – ha spiegato – perché gli immigrati, a differenza dei Cas (centri di accoglienza straordinaria), sono dentro il Cpr, non possono uscire, non sarebbero per le strade, quindi il Cpr serve a allontanare gli immigrati clandestini e toglie il disagio”. Allora perché la crociata della sinistra contro il Cpr? “La sinistra è contraria – dice il responsabile organizzazione di FdI – perché quando gli immigrati sono per i territori, sono liberi, sono nei Cas, ci lucrano le cooperative rosse, quindi noi togliamo il business dell’immigrazione alle cooperative rosse per rimandare gli immigrati nel proprio Paese d’origine”. Scontata la reazione del Pd. “Donzelli mente sapendo di mentire: la sua è la solita propaganda per coprire i fallimenti del governo Meloni. I Cpr – dichiara il dem Emiliano Fossi – “non portano sicurezza sono buchi neri dei diritti umani, disumani, costosi e fallimentari. Non permetteremo che vengano imposti alla Toscana calpestando territori e comunità”.