Contestazioni
Sanchez sommerso dai fischi alla parata dell’Hispanidad: «Ceuta non si vende». Applausi per il Re
Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez è stato accolto da fischi, insulti e contestazioni al suo arrivo alla parata militare organizzata a Madrid in occasione della Giornata della Hispanidad. Una parte del pubblico presente ha iniziato a protestare al passaggio del premier, che è rimasto per alcuni minuti all’interno dell’auto prima di scendere e raggiungere le altre autorità in attesa dell’arrivo dei reali. Le contestazioni sono proseguite anche durante il successivo saluto della famiglia reale ai rappresentanti istituzionali e ai ministri presenti. Alla cerimonia hanno partecipato re Felipe VI, la regina Letizia, la principessa Leonor e l’infanta Sofia. Felipe VI ha presieduto l’atto centrale della Festa nazionale e la tradizionale parata militare, alla quale hanno preso parte circa 4.400 militari, oltre a 144 veicoli, 39 motociclette, 50 aerei e 32 elicotteri. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Pais, tra gli altri.
Applausi al Re, fischi a Sanchez
“Traditore di Ceuta”, ha scandito il pubblico. Giunto in auto quattro minuti prima dell’inizio della cerimonia, il premier spagnolo è sceso alle undici in punto percorrendo il breve tragitto fino al punto in cui lo attendevano altre autorità politiche. Come negli anni precedenti, Sánchez si è avvicinato alla tribuna d’onore con la massima discrezione, cercando di passare inosservato agli occhi del pubblico, tenuto sempre più lontano dall’area riservata alle autorità a causa della disposizione del corteo, riferisce Askanews.
Il leader di Vox, Santiago Abascal, ha scelto invece di non partecipare alla parata di Madrid e ha celebrato la Hispanidad a Ceuta insieme al presidente del Rassemblement National francese Jordan Bardella. Il 29 novembre la Spagna tornerà alle urne nove mesi in anticipo rispetto alla fine della legislatura. Il presidente spagnolo ha annunciato le elezioni anticipate il 5 ottobre, dopo le forti contestazioni popolari sul tema casa. E dopo che il Congresso ha respinto due decreti sull’emergenza abitativa con i voti dei partiti di destra e centrodestra. La sconfitta parlamentare ha seguito la gestioni dell’invasione di Ceuta questa estate.
Abascal festeggia la Giornata dell’Hispanidad a Ceuta
Impedire a Pedro Sanchez di ottenere una maggioranza, con la volontà di raggiungere un’intesa con i Popolari spagnoli. Sono le due priorità di Santiago Abascal, candidato di Vox alla carica di primo ministro, in un’intervista a Abc. “Lavoreremo fino al 29 novembre – ha detto Abascal – per impedire a Sanchez di avere una maggioranza”. E per quanto riguarda il Partito popolare “posso garantire – ha detto – che siamo disposti a raggiungere un’intesa, anzi, siamo ancora più disposti a raggiungerla”.
“Sarà una campagna elettorale dura”
E ha inoltre messo in guardia il pubblico, prevedendo una campagna elettorale dura. In materia di sicurezza e politica estera, e riguardo alla vicenda delicata di Ceuta, Abascal ha scandito: “Tutti gli invasori devono essere espulsi da Ceuta, dalla terra spagnola. E la frontiera deve essere militarizzata con tutte le risorse materiali e umane disponibili”. Abascal è a Ceuta in visita con il presidente di Rassemblement National, Jordan Bardella. Il leader di Vox ha visitato il centro operativo di Frontex, ha affermato che la situazione, dopo gli arrivi in massa di almeno 70mila migranti a fine luglio, dei quali almeno 10mila rimasti nell’exclave spagnola in Marocco, “è molto grave”, definendola “completamente anomala e inaccettabile”. “I nostri compatrioti ceutini vivono assediati”, ha sostenuto Abascal, ripreso in diretta sui social. “Vivono così per colpa di un governo e un presidente corrotto che lavorano per interessi alieni” e che “erano al corrente di quanto sarebbe accaduto e non hanno fatto nulla per evitarlo”.