No ideologico delle sinistre
Cpr in Toscana, il governo tira dritto. Piantedosi scrive a Giani: sarà ad Aulla, vicino Massa-Carrara
+ Seguici su Google DiscoverCpr in Toscana, il governo fa sul serio per snellire le pratiche di rimpatrio degli immigrati irregolari. L’ultimo atto – secondo quanto anticipa Adnkronos – è la comunicazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al riluttante governatore toscano Eugenio Giani. L’area individuata per la nuova struttura si trova in provincia di Massa-Carrara, nel Comune di Aulla. L’inquilino del Viminale avrebbe poi specificato a Giani che nella zona, ritenuta idonea a ospitare il Centro per i rimpatri, sono in corso le necessarie verifiche di fattibilità. A compensazione della presenza del Cpr, nell’area di riferimento il ministero valuterà l’alleggerimento delle presenze dei Cas (Centri accoglienza straordinaria), su modello di quanto già proposto altrove.
Verso il Cpr in Toscana, il ministro Piantedosi scrive a Giani
La scelta si inserisce nella volontà del governo di istituire almeno un Cpr in ciascuna regione. Nel territorio della Toscana, a fronte di un calo dei delitti, si registra una particolare incidenza di reati commessi da stranieri. Secondo un rapporto del Viminale, infatti, “la delittuosità riferibile agli immigrati, nel 2025 si attesta al 45%, ovvero su 100 arrestati o denunciati, 45 sono stranieri”. Quanto ai dati sui rimpatri, nei primi tre mesi del 2026 hanno superato quota 2mila, in aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’anno scorso complessivamente i rimpatri hanno toccato quota 6672.
FdI: è una scelta non rimandabile, basta con i no ideologici
Per Fratelli d’Itali si tratta di una scelta assolutamente necessaria, sulla quale – come è noto – le sinistre hanno scatenato la consueta rissa. In un’interrogazione di Jacopo Cellai, consigliere regionale del partito della premier, si riportano dati che non lasciano spazio a interpretazioni. “Nel corso del 2025 sono state circa 300 le persone sottoposte a visite mediche preventive finalizzate all’accompagnamento nei Centri per il Rimpatrio. Si tratta di numeri importanti. Che certificano nei fatti ciò che la sinistra toscana continua a negare per ragioni puramente ideologiche. Ovvero l’esigenza improcrastinabile di aprire un Cpr nel nostro territorio. L’assenza di un Cpr in Toscana – dichiara Cellai – costringe le forze dell’ordine a lunghi trasferimenti fuori regione. Che sottraggono per intere giornate gli agenti al controllo del territorio. Per ogni straniero accompagnato nei Cpr, infatti, è prevista una scorta costretta, tra l’altro, a turni lunghi e difficili. Per questo chiediamo con forza l’apertura della struttura anche in Toscana. La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità”.
Pd sul piede di guerra: scelta disumana
Scontato il no delle sinistre che perseguono la narrazione dei Cpr come lager. Sono un modello “fallimentare e disumano”, dicono. L’individuazione di un’area ad Aulla, nella provincia di Massa Carrara, per un nuovo Cpr è una scelta grave e sbagliate, così il segretario toscano del Pd Emiliano Fossi.
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