Sinistra sgretolata
Terremoto nel Pd a Trani, il sindaco conferma le sue dimissioni: ma a metterlo in difficoltà non è stato il centrodestra
Come ha spiegato il sindaco in un lungo post sui social, a farlo dimettere non è stata l'opposizione. Già dal 25 settembre aveva rassegnato le sue dimissioni, prendendo alla sprovvista tutti coloro che credevano ancora nell'amministrazione progressista
Politica - di Gabriele Caramelli - 13 Ottobre 2026 alle 17:59
L’ex sindaco del Pd di Trani ha confermato con un post sui social le dimissioni dal suo incarico, presentate già il 25 settembre. E al netto dell’amarezza per l’abbandono del ruolo – «resta, e resterà sempre, il dolore di non esserci riuscito», ha ammesso il primo cittadino dem – spicca in primo piano una poltrona che rimane vuota dopo appena tre mesi, e accanto il fatto che dietro la decisione ci sarebbero alcuni antefatti e dissidi interni che l’hanno portato a maturare la scelta. «Sarebbe bello poter dire che è stata l’opposizione a farmi dimettere, ma non è così», continua l’ex primo cittadino inizialmente sostenuto da Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva, Popolari con Galiano e Per Trani.
«In questi giorni non ho mai cambiato idea, il cosiddetto teatrino non c’è mai stato – prosegue Galiano –. Ringrazio e chiedo scusa a chi si è affidato a me, a chi ha creduto che un preside, un sindacalista, potesse farcela, resistere, o avesse una tolleranza maggiore, che fosse in grado di coprire la nitida sensazione di rigetto con il lucido ragionamento». Poi ha concluso: «Ognuno di noi adesso può tornare al proprio lavoro. Io lo farò consapevole che questi mesi mi hanno cambiato e che Trani, la nostra città, non ha bisogno di padroni. Solo di rispetto».
Terremoto nel Pd a Trani, si dimette il sindaco ma non grazie al centrodestra…
Insomma, se non è stata l’opposizione di centrodestra a mettere in difficoltà Galiano, allora chi è stato? Qualche indizio c’è. Proprio il 25 settembre, giorno in cui l’ex sindaco ha rassegnato le proprie dimissioni, nella lettera di rinuncia aveva parlato di «formali e irrevocabili dimissioni» a seguito della «verifica dell’impossibilità di trovare una sintesi politica sui temi all’ordine del giorno dell’agenda amministrativa della città». Nel pomeriggio dello stesso giorno, gli assessori si erano riuniti dalle 16 per una seduta di giunta convocata da giorni, ma l’ex sindaco dem aveva scelto di non presentarsi. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, all’epoca dei fatti la prima decisione ha colto tutti alla sprovvista.
Una brutta sorpresa per Elly Schlein
Chissà cosa penserà adesso la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, che lo scorso tre giugno era andata a Trani per sostenere Marco Galiano. Per l’occasione era stato allestito un grande palco a Piazza Libertà. Un altro sogno progressista che si infrange per le incompatibilità politiche delle sinistre, un ennesimo commilitone bedrsagliato dal fuoco amico e indotto al ritiro.