Al Gemelli di Roma
Speranza per Vittorio Sgarbi: ha ripreso a parlare dopo la tracheostomia. Chi è l’amico che lo ha raggiunto
Si aprono le porte della speranza per Vittorio Sgarbi, che resta ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, dove si trova dal 30 settembre per una grave insufficienza respiratoria dovuta a una polmonite, ma dà segnali di ripresa. Le condizioni del critico dell’arte vengono descritte come gravi e stabili, ma in lieve miglioramento: il critico d’arte avrebbe ripreso a parlare, a dire alcune parole dopo la tracheostomia a cui è stato sottoposto nei giorni scorsi. Nei giorni scorsi ha ricevuto anche la visita di un caro amico, Stefano Papetti, direttore dei Musei civici, che ha raggiunto l’amico al Policlinico Gemelli di Roma. Secondo quanto racconto Il Resto del Carlino, dalle parole del direttore dei Musei civici emerge soprattutto la fragilità di un uomo che, accanto alle difficoltà fisiche, starebbe affrontando una fase di forte sofferenza psicologica. “Un disagio che, secondo la valutazione riferita da Papetti dopo l’incontro, avrebbe avuto ripercussioni anche sulle condizioni generali del critico. A pesare sarebbero state le vicende giudiziarie e la conseguente uscita dal governo, passaggi che avrebbero inciso profondamente sul suo equilibrio personale”, scrive il quotidiano emiliano.
Accanto all’ex sottosegretario alla Cultura restano la compagna Sabrina Colle e la figlia Evelina Sgarbi. La Colle alla Vita in diretta ha fatto sapere che Vittorio “è stabile, reagisce e parla con un filo di voce”. Dopo la tracheostomia Sgarbi riusciva a comunicare soltanto con gli occhi e con i gesti, ora qualche parola. Buon segno.