La lettera alle Camere
Troppe Giornate nazionali, Mattarella richiama i parlamentari: “Inverosimile celebrarle tutte, vi esorto a contenerle”
Sergio Mattarella l’ha scritto in maniera decisamente più garbata, ma il messaggio alle Camere, nella sua sostanza, suona più o meno così: cari parlamentari, datevi una regolata sulle Giornate nazionali. Il presidente della Repubblica, infatti, ha preso carta e penna per scrivere ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, segnalando che “il numero delle leggi che istituiscono Giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei”.
Il richiamo di Mattarella sulle Giornate nazionali
L’ultima Giornata nazionale a essere istituita è stata, in ordine di tempo, quella per il riciclo della carta, ma il Capo dello Stato non è ha fatto una questione di merito, quanto di metodo, citando anche il vicinissimo precedente della Giornata nazionale della meraviglia e snocciolando i numeri di queste giornate, che nel moltiplicarsi finiscono poi per perdere di senso e di efficacia.
Il Capo dello Stato snocciola i numeri: “Inverosimile celebrarle tutte”
“Mi è stata sottoposta oggi, per la promulgazione – scrive il presidente della Repubblica – la legge, approvata da entrambe le Camere, che istituisce una Giornata nazionale per il riciclo della carta: non sussistendo profili evidenti di incostituzionalità ho provveduto alla sua promulgazione, così come, pochi giorni addietro, è avvenuto per la legge che istituisce la Giornata nazionale della meraviglia. Desidero tuttavia far presente – sottolinea ancora il Capo dello Stato – che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei: nelle ultime tre legislature ne sono state approvate – istituendo le relative Giornate – trentasei, di cui venti nel corso di questa legislatura”.
Complessivamente, fa notare ancora Mattarella, si è arrivati a 51 Giornate nazionali di qualcosa, che nella maggior parte dei casi, “con formula standardizzata”, prevedono iniziative di promozione da parte di uffici ed enti pubblici, soprattutto scuole, con momenti dedicati. “Tra questo alto numero di giornate dedicate ve ne sono alcune che svolgono un compito significativo di ricordo o di messaggio valoriale ma non tutte appaiono avere la stessa levatura”, scrive ancora il presidente della Repubblica, sottolineando che diventa “sempre più difficile, addirittura inverosimile” che questi approfondimenti vengano assolti, “salvo che si pensi di incidere, riducendolo, sul tempo effettivamente destinato all’insegnamento delle materie scolastiche”.
L’invito alle Camere: “Contenete le Giornate in termini ragionevoli”
Da qui “l’esigenza” avvertita da Mattarella “di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero, del resto, rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni, che potrebbero essere adeguatamente perseguite mediante strumenti diversi dalla legge”.
La lettera ricevuta dai presidenti di Camera e Senato
Fonti vicine a La Russa hanno fatto sapere che il presidente del Senato “condivide” il richiamo, sottolineando che “purtroppo gli strumenti a disposizione per limitare l’istituzione di tali ricorrenze sono solo di moral suasion ma condivide il pensiero del Capo dello Stato”. Dagli ambienti della presidenza della Camera è stato poi riferito che Fontana ha trasmesso ai gruppi parlamentari la lettera del presidente della Repubblica, auspicando che in sede politica si possano individuare i criteri omogenei richiamati dal capo dello Stato.
Un tema di carattere generale
Interpellato dall’agenzia di stampa Adnkronos, il deputato di FdI Fabio Milani, promotore della Giornata per il riciclo della carta ha spiegato di non sentirsi richiamato. “Non credo che il presidente facesse riferimento esplicito appunto a questa giornata. Penso che si riferisse ad altre giornate con una minore importanza perché l’economia circolare e la frazione specifica della Carta, è uno dei temi importanti da affrontare”. Detto questo “se il presidente giustamente richiama a un’attenzione, è ovvio che questo richiamo sarà sicuramente seguito dal Parlamento. Ci mancherebbe, è chiaro”. Ma “onestamente, mi sembra più un avviso per il futuro. È chiaro che c’è un richiamo generale di attenzione a trattare eventualmente temi di particolare rilevanza”.
Il precedente con Draghi
Del resto, il richiamo di Mattarella non è un inedito: il giorno dopo l’istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino, avvenuta il 5 maggio 2022, scrisse all’allora presidente del Consiglio, Mario Draghi, per segnalare l’opportunità di “un intervento normativo organico che riguardi le celebrazioni in onore delle nostre Forze Armate, considerato che quella appena promulgata risulta essere l’unica legge che preveda una giornata in onore di un corpo militare”, suggerendo anche di “assumere in legge la definizione completa del 4 novembre come Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, cogliendo l’occasione per un riordino complessivo delle celebrazioni che valorizzi l’unitarietà delle Forze Armate”. Auspicio che poi ha trovato seguito con l’approvazione della relativa legge nel marzo 2024.
Una questione di metodo
L’8 ottobre dello scorso anno, poi, a seguito della promulgazione della legge che ha istituito la Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, Mattarella segnalò ai presidenti delle Camere che il mancato coordinamento con la norma ancora in vigore in base alla quale sempre il 4 ottobre si continua a celebrare Santa Caterina, ma con il rango diverso di solennità civile, chiedendo che si facesse chiarezza in modo da evitare la sovrapposizione tra festività nazionale e solennità civile. Un problema di come, dunque, prima che di cosa.