Prevenzione terrorismo
Espulso nordafricano 23enne che sotto l’ombrello del permesso di studio sui social propagandava odio, inneggiava a Hamas e celebrava il 7 ottobre
Non c’è e non può esserci spazio in Italia per chi sfrutta l’ospitalità e la democrazia della nostra nazione e ne approfitta per fiancheggiare l’estremismo islamico e inneggiare alla violenza anti-occidentale. Dunque, la tolleranza zero di governo e Viminale sulla sicurezza nazionale si è tradotto nelle scorse ore in un altro provvedimento esemplare: l’espulsione e il rimpatrio immediato di un 23enne nordafricano, arrivato in Italia con un regolare visto di studio, ma finito nel mirino della Direzione Centrale dell’Immigrazione per le sue attività di radicalizzazione sui social. Ma un rimpatrio che si inserisce in un contesto e in un’operazione anche più ampia. E allora, procediamo con ordine.
Migranti, rimpatriati 13 stranieri: uno di loro, un nordafricano, espulso per terrorismo
Tredici stranieri presenti irregolarmente in Italia sono stati rimpatriati nell’ambito delle attività realizzate dalla Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere con il supporto dell’Agenzia Frontex. Dei 13 rimpatriati, tutti nordafricani, la quasi totalità ha precedenti penali e di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. Uno degli stranieri in particolare, però, è stato espulso, con provvedimento del ministro dell’Interno, il 9 ottobre scorso per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo, perché diffondeva sistematicamente sui social network contenuti fortemente ostili verso i Paesi occidentali e di incitamento alla violenza contro obiettivi e cittadini europei. Una «condotta sintomatica di un marcato risentimento nei confronti dell’Ue, compresa l’Italia».
Una misura varata per motivi di prevenzione del terrorismo e sicurezza nazionale
L’operazione, monitorata da un rappresentante del garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e da un rappresentante del Fundamental Rights Office di Frontex, apre a un punto d’osservazione sul fenomeno che non può lasciare indifferenti… Dunque, l’operazione rientra in un più ampio dispositivo della Polizia di Frontiera che ha portato al rimpatrio collettivo di tredici stranieri. Ma se per gli altri dodici l’allontanamento è scattato a causa di svariati precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, per il ventitreenne – agli atti un giovane classe 2003 – la misura si è resa indispensabile per motivi di prevenzione del terrorismo.
Nordafricano espulso, inneggiava ad Hamas forte di un permesso di studio
Da quanto emerge, infatti, sembra che sotto la facciata di studente universitario, il ragazzo nascondesse un’intensa attività di propaganda fondamentalista. Dai suoi profili web diffondeva sistematicamente contenuti ostili verso le democrazie europee, arrivando a celebrare le milizie di Hamas e l’eccidio del 7 ottobre. Non solo. La sua deriva fondamentalista, a quanto si apprende, si sarebbe spinta fino all’ostilità aperta verso la comunità arabo-cristiana e alle minacce dirette alle istituzioni internazionali. Un quadro di evidente pericolosità sociale e ideologica che ha portato all’immediata revoca del permesso di soggiorno. E al successivo allontanamento coatto dal territorio nazionale.
Il rispetto delle nostre leggi e della nostra sicurezza non sono trattabili
La vicenda, insomma, conferma l’efficacia dei controlli e del monitoraggio preventivo garantito dalle nostre forze dell’ordine sul web. Perché c’è una differenza abissale tra la legittima libertà di opinione, e l’incitamento alla violenza contro i cittadini europei e le nostre radici culturali. Chi sceglie di abbracciare la causa del terrore e di disprezzare il Paese che lo accoglie perde ogni diritto di restare. Del resto, con tutte le migliaia di rimpatri effettuati dall’inizio dell’anno, l’Italia continua a riaffermare con decisione il principio per cui il rispetto delle nostre leggi e della nostra sicurezza non sono trattabili.