La paura e la speranza
Parolin: “Continuo a essere preoccupato per il Papa, ma mi fido dei medici. Se sarà necessario, rimodulerà il pontificato”
Il segretario di Stato vaticano parla del proprio stato d'animo di fronte alla malattia di Leone e dà voce ai sentimenti di molti. Intanto si guarda all'Angelus di domenica: "Se starà meglio penso che lo farà l'Angelus" dall'ospedale
Non nasconde di essere “preoccupato”, ma chiarisce di avere la speranza che tutto possa “risolversi al più presto”. Il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, ha parlato del suo stato d’animo di fronte alla malattia del Papa, operato martedì al Gemelli per un adenocarcinoma al polmone, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un eventi all’ambasciata irachena. Il Papa oggi al Gemelli ha visto monsignor Paolo Rudelli, sostituto alla segreteria di Stato del Vaticano. “Le notizie che mi ha portato corrispondono esattamente a quanto hanno detto i comunicati”, ha spiegato il cardinale, confermando che Rudelli ha trovato “bene” il Papa.
Parolin: “Continuo a essere preoccupato, ma mi fido dei medici”
“Io continuo ad essere preoccupato perché mi dispiace veramente enormemente per quanto è successo”, ha chiarito Parolin, aggiungendo però che “mi fido delle notizie che ci hanno dato, dei bollettini, e quindi ho anche speranza che questa situazione possa risolversi al più presto e che il Santo Padre possa tornare a lavorare e a portare avanti il suo programma, il suo pontificato”. Parolin, poi, è tornato sul modo in cui il Papa ha comunicato la sua malattia. “È bellissimo. Sono molto molto lieto che ci sia stato, in modo tale che non ci sono dietrologie, ecco, cose che i giornalisti cercano sempre”, ha spiegato.
L’ipotesi di una “rimodulazione” del Pontificato
A chi gli chiedeva come potrebbero cambiare le prospettive del pontificato, il segretario di Stato vaticano ha risposto che “sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E, in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo”.
Buone prospettive per l’Angelus di domenica
Intanto si ragiona su due appuntamenti: l’Angelus di domenica prossima e il viaggio che era previsto in America Latina nella prima metà di novembre. Rispetto al primo, il cardinale ha chiarito che “dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza”. “Mi pare che hanno dato cinque giorni, no? Quindi adesso, se entro fine settimana, starà meglio penso che lo farà l’Angelus e lo farà di là, se poi rimane ancora… Però sono tutte illazioni che faccio”, ha chiarito.
I dubbi sul viaggio in America Latina
Quanto al viaggio in America, il segretario di Stato vaticano ha ricordato che “è un viaggio lungo e impegnativo, dipenderà dai medici”. “Dipenderà da come vanno le cose. Il Papa – ha osservato – ancora non si è pronunciato su questo tema e quindi dobbiamo attendere prima di tutto che torni dall’ospedale e poi in base a quello che diranno i medici ecco se lui potrà viaggiare o meno e quindi affrontare un viaggio, affrontare un viaggio così lungo impegnativo come quello che si prospetta in America Latina”. Parolin quindi ha sottolineato che “la decisione iniziale quando il Papa è stato ricoverato era che il viaggio si sarebbe mantenuto nella sua forma prevista, quindi immagino che se tutto va bene, se, diciamo, la situazione si sviluppa come avevano previsto all’inizio, il viaggio si farà se poi ci sono delle novità questo non lo possiamo prevedere ora”.