La piazza in tasca
Sciopero, ma quanto ci costi? Zucconi stila la fattura delle proteste di routine: un conto salato che fa male all’Italia dei lavoratori
Con oltre 1.100 proteste all’anno, la mobilitazione permanente diventa una tassa fissa sulla produttività che penalizza chi lavora e svuota le buste paga. Tra i 230 milioni persi in un solo giorno e il conto annuale da 5,5 miliardi, l’astensione del 30 ottobre si conferma un’abitudine che impoverisce scuole, imprese e lavoratori
La Costituzione italiana tutela e garantisce il diritto di sciopero come uno strumento fondamentale di difesa e di avanzamento per i lavoratori. Tuttavia, dall’insediamento del governo Meloni si assiste a una crescente politicizzazione delle proteste e a una frequente ridondanza delle mobilitazioni. Una ripetizione continua che rischia di far perdere incisività ed efficacia reale al significato originario dell’astensione dal lavoro, trasformando una garanzia costituzionale in un appuntamento di routine con un conto economico salato per l’intero Paese.
Sciopero, una tassa fissa: ecco quanto ci costa la nuova protesta del 30 ottobre
Venerdì 30 ottobre è prevista una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolgerà diverse città italiane. Lo sciopero, indetto dall’Usb (Unione Sindacale di Base) e da altre sigle minori (Usi-Cit, Usi Educazione e Usis), coinvolge sia il settore pubblico sia quello privato.
I settori maggiormente colpiti sono: Istruzione e scuola; Sanità e assistenza; Pubblica Amministrazione; Trasporti pubblici (nonostante la precettazione del ministro Matteo Salvini, alla quale il sindacato Usb ha dichiarato di non volersi adeguare).
Rivendicazioni e penalizzazioni per Scuola e imprese
Le rivendicazioni spaziano dal contrasto all’inflazione fino alla richiesta di maggiori risorse per scuola e casa, passando per l’opposizione alle spese militari. L’impatto economico immediato: 230 milioni di euro. Dunque, stando alle elaborazioni del Centro Studi di Conflavoro, la sola giornata di sciopero del 30 ottobre costerà al sistema produttivo circa 230 milioni di euro (con una forchetta stimata tra 100 e 500 milioni), pari al 2,3% del Pil di una singola giornata lavorativa. 69% alle Pmi (circa 160 milioni di euro): le piccole e medie imprese hanno meno margini per riorganizzare i turni a fronte delle assenze improvvise.
Sciopero, il consuntivo 2025 presenta una fattura da 5,5 miliardi di euro all’anno
E ancora. Il 31% graverà sulla collettività (circa 70 milioni di euro): i costi indiretti sofferti dai cittadini che non scioperano, costretti a subire disagi nei trasporti o a rimanere a casa per la chiusura delle scuole. E intanto, mentre il consuntivo 2025 presenta una fattura da 5,5 miliardi di euro all’anno, il peso economico delle proteste non è un fenomeno isolato. tanto che, ribadiscono i dati, nel corso del 2025, a fronte di oltre 1.100 proteste (una media di oltre 3 scioperi al giorno), il costo economico complessivo annuo ha raggiunto la cifra di 5,5 miliardi di euro.
I dati del report, la loro lettura nell’analisi di Enrico Maria Zucconi
Nel dettaglio, la fattura annuale degli scioperi per l’Italia ha registrato: perdite di produttività per le imprese tra 1,8 e 2,4 miliardi di euro; mancati gettiti e contributi per lo Stato, tra 580 e 810 milioni di euro complessivi (tra mancati versamenti Inps/Inail, Irpef e imposte indirette); svantaggi diretti per gli stessi lavoratori: in termini di salario perso per le giornate di astensione. E la domanda che si pone è: quanto costa la protesta al singolo lavoratore?
Incrociare le braccia incide direttamente sulle buste paga di chi scende in piazza
Trattenuta in busta paga: scioperare un’intera giornata comporta la decurtazione di 1/30 dello stipendio imponibile (oppure una riduzione oraria proporzionale). e ancora: un esempio nel settore scuola: per un insegnante la perdita netta media in busta paga è di circa 68 euro (con punte lorde vicine ai 100 euro). E sul fronte della perdita dei benefici accessori, durante le giornate di sciopero non vengono erogati i buoni pasto e si interrompe la maturazione dei contributi previdenziali ed ergonomico-assicurativi (Inps e Inail).
Il risparmio per le casse pubbliche
Paradossalmente, la trattenuta stipendiale rappresenta un risparmio immediato per le casse statali. Secondo le stime del settore scolastico, ipotizzando un’adesione tra il 6% e il 7% (circa 80 mila dipendenti), lo Stato ottiene un risparmio di spesa tra i 5 e i 6 milioni di euro netti.