Analisi con sentenza choc
Rula Jebreal, il commento tv all’ingrosso sul voto in Israele: il 70% degli israeliani vuole sterminio e pulizia etnica (video)
Siamo alle solite. E alla solita Rula Jebreal, la commentatrice che t’aspetti furoreggi in tv, specialmente se in scaletta c’è da commentare l’esito delle urne sulle elezioni in Israele, dalla cui analisi si chiarisce sin dall’incipit delle sue affermazioni una cosa su tutte: il verdetto non rientra nelle aspettative della giornalista? E decisamente non va a genio alla narrazione ideologica della sinistra radicale? Nessun problema: basta riassumere il tutto puntando l’indice su un intero popolo…
Rula Jebreal con furore sulle elezioni in Israele
Così, ancora una volta, anche se stavolta non dalla sua casa mediatica di predilezione de La7, ma dallo studio Mediaset di Rete 4 che ospita È sempre Cartabianca con Bianca Berlinguer, va in onda l’ennesimo show d’invettiva anti-israeliana, in cui l’indomita Rula Jebreal – visibilmente irritata per la tenuta elettorale del partito del premier Benjamin Netanyahu – si scatena con sguardo penetrante e dichiarazioni al fulmicotone con la solita veemenza demagogica a beneficio di telecamera.
Tra furia demagogica e volantino pro-Pal
Tutto funzionale, alla fine della fiera, più a un redde rationem che a una lucida analisi del voto. Sì perché l’illustre ospite, al netto della sentenza popolare dalle urne non proprio gradita ai suoi standard e alle sue speranze, presa in contropiede da dati e numeri, sullo scenario incerto che si è aperto nel post elettorale non ha puntato riflettori e indice sulla maggioranza dei cittadini israeliani, bollati senza possibilità d’appello come sostenitori di una presunta operazione di sterminio. E ha contrattaccato.
Tanto per capirci, scrive a tal proposito Il Tempo, che cita anche: «Jebreal ha sottolineato come, nonostante il risultato elettorale favorevole al fronte di Netanyahu, l’opposizione avrebbe la possibilità di formare un governo alternativo, a condizione di trovare un accordo e coinvolgere anche i partiti arabi israeliani. “Il problema fondamentale è che l’opposizione ha la possibilità di creare un governo alternativo a Netanyahu, ma questo richiede che si alleino e includano in questo governo i palestinesi e israeliani che sono dei cittadini”, ha affermato».
“È chiaro, il 70% vuole la pulizia etnica”
Un attacco frontale e scevro da sfumature e perifrasi diplomatiche, oltre che condito del consueto prontuario di accuse massimaliste e in stile ancien regime su genocidio e supremazia razziale, oltre che pronunciato con una foga declamatoria che ha travalicato ogni argomentazione di merito e vanificato ogni replica possibile (laddove fosse stato possibile interloquire e interagire più di tanto)… Come riuscire a indurre a una riflessione più argomentata e pacata, del resto, a chi sentenzia: «La situazione è chiarissima: il 70% degli israeliani è a favore di questa operazione di sterminio»?
L’indignazione (e la strategia suggerita) della giornalista israeliana di origini palestinesi
Una strategia, quella della bella Rula, che bando alle dichiarazioni infuocato, tra le righe è sembrata finanche suggerire con piglio decisionista e baldanza interventista una reazione dell’opposizione mirata al ribaltamento dello status quo. Tanto da asserire: «Il problema fondamentale è che l’opposizione ha la possibilità di creare un governo alternativo a Netanyahu, ma questo richiede che si alleino e includano in questo governo palestinesi e israeliani che sono dei cittadini». E in tutto questo discettare e invocare, la filippica poteva mai risparmiare le potenze occidentali, colpevoli agli occhi della giornalista di non aver sanzionato a dovere e isolato Tel Aviv? Certo che no…
Rula Jebreal, tanta foga declamatoria e non una parola sul massacro del 7 ottobre
E infatti Rula Jebreal afferma a favore di telecamera: «I palestinesi non possono sopravvivere, mi dispiace dire, nemmeno tre anni, non trenta, se il mondo occidentale che fornisce armi, fornisce protezione diplomatica e soprattutto non sta sanzionando Israele», sostiene la giornalista, invocando un intervento esterno per fermare quello che non esita a definire «terrorismo di Stato».
Un pistolotto per telespettatori convitati di pietra e interlocutori attoniti
Insomma, ancora una volta ieri i telespettatori di Rete 4 si sono ritrovati ad assistere, convitati di pietra, a un pistolotto morale dei suoi in cui però, ci permettiamo di obiettare, non ci sembra abbia trovato spazio per una sola parola di ferma condanna – o anche solo come mero riferimento storiografico – sul terrorismo palestinese di Hamas. E dunque, per la proprietà transitiva dell’eguaglianza, non un minimo accenno al massacro del 7 ottobre… Cara Rula Jebreal, alla tua “analisi” del voto e alla narrazione socio-politica della situazione manca un parte: e non è una parte di poco conto… (Di seguito, il video dalla pagina Facebook del programma di Rete 4 “È sempre Cartabianca” con uno dei commenti di Rula Jebreal al voto in Israele).