Un profilo non moderato
Youssef Siher star social dei pro-Pal con fakenews e farneticanti inviti alla rivolta contro “l’oppressione bestiale”
Più volte su X ha promosso la frase: «Palestina libera dal fiume fino al mare», che presuppone la cancellazione dello Stato ebraico per fare spazio a un altro Paese. Su Instagram, invece, si concentra su temi come l'intifada studentesca in relazione al 7 ottobre
Politica - di Gabriele Caramelli - 29 Ottobre 2026 alle 16:24
Il web è intasato, diviso tra pro e contro, anche se il 70% degli italiani è deluso dalla scarcerazione del regista dei maranza. In più, sugli account social di Youssef Siher ad esaltare i suoi fans compaiono bufale e glorificazioni della lotta dei pro-Pal e dell’intifada studentesca internazionale. Non ne ha mai fatto mistero, anzi, il giovane italo-marocchino li ha pubblicati senza troppi fronzoli sulle piattaforme web da mesi. In alcuni post su X, come quelli del 19 e del 20 novembre 2023, taggava Elon Musk scrivendo frasi come: «La Palestina sarà libera dal fiume fino al mare». Hamas ha integrato un’espressione simile nel nuovo statuto del 2017, precisamente nell’articolo 20, in cui viene negata «qualsiasi alternativa alla piena e completa liberazione della Palestina, dal fiume al mare».
Dalle bufale alla lotta per la Palestina: la spirale rancorosa di Siher sui social
Sul suo profilo Instagram, invece, campeggiano pubblicazioni di fake news, come quella datata al 20 febbraio 2024 in cui se la prende con un quotidiano italiano e con un’intellettuale ebraica: «La Repubblica ha concesso uno spazio di commento a Dina Porat, sionista radicale, famosa per aver favorito una definizione di antisemitismo che include qualsiasi forma di antisionismo o di boicottaggio contro il governo israeliano». Il riferimento riguardava un articolo uscito sul giornale di via Cristoforo Colombo, intitolato “Con Hamas non si convive”.
A fare chiarezza sulla posizione della docente c’è un articolo del Jewish journal datato 14 novembre 2022, che raccoglie proprio la testimonianza di Porat sull’odio anti-ebraico: « Si è in presenza di antisemitismo quando viene espresso il convincimento che, tra tutti i popoli del mondo (inclusi i palestinesi), solo agli ebrei non debba essere riconosciuto il diritto all’autodeterminazione in una terra propria».
L’appoggio ai pro-Pal
Il 23 febbraio 2024, Youssef Siher si era indignato per i manifestanti di Cambiare rotta che a Pisa erano stati respinti dalla Polizia, dopo aver tentato di forzare il blocco di sicurezza della celere durante un corteo pro-Pal. Chiaramente, lui si è schierato a favore dei contestatori: «La Polizia usa una violenza inaudita contro studenti che manifestano per la Palestina. Il governo tace e prosegue nella sua linea fascistoide di repressione del dissenso, a protezione degli interessi del sionismo israeliano». Insomma, un calderone di assunti insensati: “L’esecutivo di destra è democratico proprio perché esiste un’opposizione che può contestarlo”. Per poi aggiungere: «Bisogna gridare basta e insorgere contro quest’oppressione bestiale e anti-democratica!». Parole che alla luce di fatti, sembrano assumere un significato inquietante.
Parla di una «gloriosa lotta di liberazione nazionale» in relazione al 7 ottobre
Proprio sulla sua pagina Instagram, che ad oggi detiene più di 12mila followers, Siher non se la prende soltanto con gli Stati occidentali ma anche con quelli mediorientali: «I regimi arabi, collaboratori del sionismo e vassalli del sistema neocoloniale imperialista occidentale, hanno usato ancora più violenza con gli studenti che lottano per la liberazione della Palestina. Questa violenza si è vista nelle piazze e nelle università contro coloro che hanno dato, fin dal 7 ottobre, il loro pieno sostegno alla resistenza palestinese e alla sua gloriosa lotta di liberazione nazionale». Questi pensieri sono contenuti in un post che l’utente ha intitolato “Intifada studentesca, la quinta colonna della resistenza palestinese”. Parla di una «gloriosa lotta di liberazione nazionale» sostenuta da chi, fin dalla strage di Hamas del 7 ottobre 2023, si è schierato contro Israele.