Scivolone inaudito
Rula Jebreal dà della “scimmia” al deputato afroamericano Jeffries. Si scatena il caos, lei si scusa
Deve avere preso alla lettera la retromarca della sinistra dal wokismo Rula Jebreal. Una frase pronunciata a sfondo razzista ha fatto il giro del web, tanto da indurla a scusarsi e a tornare pubblicamente sui propri passi. La giornalista e analista palestinese che dà sempre lezione di moralismo politico sui social e in tv, ha definito il leader della minoranza democratica alla Camera, una “AIPAC monkey”, espressione traducibile letteralmente come “scimmia dell’Aipac”. Il commento inaudito è arrivato durante una puntata del podcast progressista americano The Left Hook, condotto da Wajahat Ali. La “colpa” di Jeffries è stata quella di essere sul fronte opposto: lui è un fermo sostenitore dello Stato di Israele che non si è allineato alla propaganda anti-sionista. Lei una paladina della propaganda anti-israeliana.
Rula Jebreal dà della “scimmia dell’Aipac” al deputato afroamericano
Pertanto, mentre Rula Jebreal criticava in un passaggio i rapporti tra Jeffries e l’American Israel Public Affairs Committee, una delle più influenti organizzazioni filo-israeliane della politica statunitense, le è scappata l’espressione gravemente discriminatoria. Jeffries è afroamericano e l’uso della parola “monkey” contro una persona di colore è terribile, orrenda.
Tant’è che la Jebrail è stata giustamente coperta di critiche da esponenti politici e opinionisti per il carico di significato razzista che l’espressione “scimma” riveste. Una gaffe imbarazzante per una come lei che taccia di razzisti tutti – a partire dal governo italiano – in ogni talk-show a cui partecipa. Ricordiamo come una volta abbia avuto un alterco con Nicola Porro, da lei definito “uomo bianco e sessista”. Rendendosi conto della topica, ha cercato quasi subito di precisare di non averla utilizzata con intenzione razzista, spiegando il riferimento.
Rula Jebreal alla fine si è scusata
Anche se la sua spiegazione non ha convinto tutti i suoi critici, la Jebreal ha detto di essersi voluta riferire al simbolo delle tre scimmiette sagge: quelle famose del “non vedo, non sento, non parlo”. Giustificazione accettabile o meno: per qualcuno sarà sufficiente, per altri quell’accostamento, nel contesto americano, resta particolarmente offensivo quando rivolto a un politico afroamericano. Dal Congressional Black Caucus, il gruppo che riunisce gli esponenti afroamericani del Congresso sono naturalmente partite le accuse più gravi, rifiutando l’idea che il contesto politico a cui la Jebreal si è richiamata nella sua spiegazione potesse attenuarne la portata. Jebreal ha pubblicato poi un messaggio di scuse sui social. Ha ribadito la propria critica a Jeffries per i rapporti con Aipac e per la sua posizione su Israele. Ma ha riconosciuto che il termine utilizzato era “inappropriato e offensivo” e che non avrebbe dovuto essere pronunciato, concludendo con scuse incondizionate.