Ad Aisone (Cuneo)
“Fasci di mer… vi sotterriamo!”. Alla Festa della Madonna la band “rossa” insulta e minaccia il governo (video)
Una Festa patronale dedicata alla Madonna diventa un comizio, vergognoso, contro il governo Meloni, con la complicità degli amministratori locali e degli organizzatori. Accade ad Aisone, nel Cuneese, con l’esibizione della band di sinistra Lou Seriol, che si è scatenata sul palco in invettive contro il governo Meloni non appena ha messo mano agli strumenti. “Merde, fascisti, vi abbiamo già sotterrato una volta…”. Il tutto, con il sottofondo di “Bella Ciao”, suonata a palla come se si fosse a una Festa dell’Unità.
Una esibizione che in una festa patronale di carattere religiosa davvero non è comprensibile, al di là delle opinione di ciascuno. Ma gli insulti nel giorno della Madonna sono apparsi un clamoroso scivolone anche a Fratelli d’Italia, che ha duramente stigmatizzato la sceneggiata politica, facendo presente che la festa patronale “La Madona d’Aizoun 2026” dello scorso 5 settembre doveva essere ben altro, secondo quanto annunciato dall’amministratore. “Siamo in mano a una banda di fascisti, i abbiamo sotterrati già una volta, li appendiamo anche un’altra”, ha urlato la band a più riprese dal palco.
La festa della Madonna diventa concerto politico con insulti al governo Meloni
“La libertà di espressione è un principio irrinunciabile, ma la violenza verbale e le intimidazioni non possono diventare patrimonio della dialettica pubblica”, denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Sacchetto, così come aveva fatto la parlamentare meloniana Monica Ciaburro. Ma c’è un aspetto ancora più inquietante. Sulla locandina della festa dal 3 al 7 settembre 2026 (nel riquadro in alto), presente sul sito del Comune, è presente lo stemma della Regione Piemonte; quindi, si presume che la stessa abbia concesso il proprio patrocinio che al momento non si sa se oneroso o gratuito. “Sono venuta a sapere che ieri sera ad Aisone una band di musica occitana, Lou Seriol, ha pensato bene di trasformare la festa patronale in un comizio elettorale contro il governo di Giorgia Meloni, che come potete sentire dal video è stato riempito di insulti e minacce di morte. Ma questi non erano per la democrazia?”.
“La libertà di espressione e artistica, anche quando assume forme fortemente critiche nei confronti delle istituzioni e della politica, è un principio fondamentale della nostra democrazia e deve essere tutelata, allo stesso tempo, proprio perché viviamo in una democrazia, è necessario ribadire che la critica politica non può essere confusa con la minaccia, l’intimidazione o l’evocazione della violenza fisica nei confronti delle persone”, aggiunge Sacchetto, che ha presentato un’interrogazione, precisa l’esponente di FdI, che non intende quindi mettere in discussione la cultura occitana, la libertà artistica o la libertà di espressione di alcuno. La domanda è: “La band si è esibita anche grazie ai pagamenti della Regione e quindi con soldi pubblici?”.
Ma c’è anche chi difende la band. Insulti? No, secondo la consigliera di Avs Giulia Marro di Avs, che sostiene il valore artistico del gruppo “che continua a coltivare e difendere il valore della musica e della cultura locale, ma anche quei valori di libertà e democrazia che le nostre montagne hanno difeso”. Partigiani, dunque. E in quanto tali, liberi di insultare?