Festival militante
Venezia 83, film e glamour cedono il tappeto “rosso” alla Flotilla: i militanti pro-Pal sbarcano al Lido con bandiera e slogan
Tra le stelle dell'attivismo cinefilo Greta Scarano e Anna Foglietta, con l'apporto internazionale dagli Usa di Susan Sarandon
E rieccoci qua: ancora una volta a parlare dei contorni pro-Pal del Festival che invadono calendario e glamour della Mostra, soffiando polvere di stelle per portare al Lido coltri di militanza “spettacolare”.
Venezia 83, la bandiera palestinese arriva dal mare: la Global Sumud Flotilla approda al Lido
C’era una volta la Mostra del Cinema di Venezia, il Leone d’oro, i grandi film, i riconoscimenti critici a maestri di ieri e giovani talenti di oggi, e il fascino della Laguna. E poi c’è la cronaca politica che invade il Festival e gira telecamere e obiettivi sulla passerella preferita del conformismo militante. L’ultima trovata dei “soliti noti”, allora, in barba a vip e paparazzi, programma e protagonisti della giornata di celluloide, è lo sbarco dal mare della Global Sumud Flotilla: l’imbarcazione giunta da Trieste fino alla Riva di Corinto con sei attivisti e tre bambini a bordo, per la gioia di collettivi e centri sociali. La sceneggiatura? Sempre la stessa: quella che punta a trasformare la kermesse cinematografica nell’ennesimo palcoscenico per la propaganda pro-Pal.
Flotilla, l’approdo e l’accoglienza tra bandiere palestinesi e slogan
Dunque, come annunciato, la bandiera palestinese è arrivata dal mare alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel pomeriggio di oggi un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla, partita da Trieste, ha attraccato al Lido, al molo della Riva di Corinto, sull’Isola di Edipo. Ad accogliere l’equipaggio, tra bandiere palestinesi e slogan per la Palestina, rappresentanti di Venice4Palestine. Global Sumud Italia. E Morion Laboratorio Occupato, insieme a esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. L’iniziativa è stata organizzata dal collettivo Venice4Palestine con il sostegno di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla situazione a Gaza nel contesto internazionale della Mostra del cinema. Tanto che sull’imbarcazione è stato issato un grande striscione con la scritta “Palestina”, sullo sfondo di una kefiah.
Venezia 83: e sulla terraferma ad accogliere la Flotilla i soliti noti del jet-set
Tutto coreografato e abilmente sceneggiato. A terra, ad accogliere i naviganti del politically correct, la consueta claque d’ordinanza. Un cast che dalla portavoce Maria Elena Delia – che ha speso accorate parole di ringraziamento per gli “artisti impegnati”, citando ad hoc icone del progressismo in passerella come Greta Scarano e Anna Foglietta con l’apporto internazionale dagli Usa della liberal Susan Sarandon – alle stelle dell’attivismo cinefilo, non manca l’occasione per mettersi in posa mentre si applaude alla ciurma.
La richiesta della bandiera palestinese esposta, la risposta di Barbera
Ovviamente il teatrino non sarebbe stato completo senza la pretesa di rito arrivata a margine dell’approdo coreografato: la richiesta perentoria alla Biennale di issare la bandiera palestinese insieme a quelle ufficiali. Una richiesta che già nei giorni scorsi il direttore artistico Alberto Barbera ha respinto. Spiegando nelle more che la Biennale può issare soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano. Ma niente paura per l’intellighenzia militante dai set alle passerelle festivaliere: se il protocollo vieta la bandiera, il programma ideologico prosegue comunque giovedì. Quando, in spiaggia, è previsto il volo degli aquiloni di solidarietà. Perché sembra proprio di dedurre che in un Festival in cui il cinema rischia di diventare a tratti un optional, il politicamente corretto trova sempre il suo tappeto rosso. E il suo spazio di proiezione.