Mostra del Cinema
Rieccoci: il circoletto rosso di attori e registi torna alla carica a Venezia col manifesto pro-Pal in pugno: ecco decalogo e firmatari
Parata radical chic di artisti "impegnati e militanti" alla kermesse: tra cineasti e solite sigle della sinistra d'ordinanza, tra associazioni e collettivi, "Global Sumud Flotilla" compresa, e con tanto di appelli al boicottaggio di Israele e richiesta di far sventolare la bandiera palestinese sul festival, si punta al red carpet del Lido
La Mostra di Venezia è ai blocchi partenza: il prossimo 2 settembre si inaugurerà l’83/a edizione della celebre e prestigiosa rassegna d’arte cinematografica e, con puntualità svizzera, si riaccendono i riflettori sulla solita parata di virtù a buon mercato sponsorizzata dal circoletto rosso di attori e registi di casa nostra. Sì perché, evidentemente, non bastavano i red carpet, le passerelle e i brindisi in laguna: a un anno dal primo appello, Venice4Palestine torna a rivolgersi alla Biennale di Venezia, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e ai lavoratori del cinema, dell’audiovisivo e della cultura, chiedendo «nuove azioni concrete a sostegno della Palestina».
Mostra di Venezia, rieccoci: il circoletto rosso torna alla carica pro-Pal
E rieccoci qua: fissa come una cambiale in protesto, si rinnovano le richieste – che Adnkronos riporta nel dettaglio – di «trasparenza lungo tutta la filiera cinematografica e sospensione degli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano. La creazione di strumenti di tutela per i professionisti che scelgono di dissociarsi da tali rapporti. L’esposizione della bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra, in occasione della presenza in selezione ufficiale dei due film palestinesi Al Mowaten Osama, di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan».
Il manifesto pronto a sfilare: “Stop accordi con istituzioni israeliane e bandiera palestinese al Lido”
Insomma, non bastavano i red carpet, le passerelle e i brindisi in laguna: la solita intellighenzia da salotto ha sentito il dovere morale di firmare l’ennesimo manifesto d’ordinanza. Il perfetto manuale del conformismo culturale in salsa “progressista” che non può mancare nel menù festivaliero per animare la competizione di celluloide e sublimarne il senso politicamente corretto (ma esclusivamente per il mainstream).
Sì perché a ben vedere – e non bisogna neanche fare troppi sforzi esegetici per leggere tra le righe – le richieste sono sempre le stesse e più che mai chiare e nette: trasparenza (che vuol dire tutto e niente?). Sospensione di ogni accordo con enti israeliani. Tutele per chi fa boicottaggio. Fino all’iconoclastia acclarata con l’invito a esporre la bandiera palestinese per tutta la durata della Mostra. Insomma, a scrollare (come si dice in gergo social) i punti chiave del manifesto e l’elenco di partecipanti, guidare la carica c’è il consueto catalogo del pensiero unico e dei suoi firmatari artistici.
Ecco i firmatari del manifesto e il decalogo pro-Pal
Così, troviamo l’immancabile Roger Waters, ormai passato dal rock alla propaganda permanente. E la Nobel Annie Ernaux, tra le firme di punta internazionali. Mentre nel cortile di casa nostra tornano in prima fila Matteo Garrone, Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio. I volti noti del cinema italiano, sempre pronti a scendere in campo quando c’è da firmare una petizione politicamente corretta che sigilla in ceralacca rossa impegno e visibilità mediatica, e che quando tutto manca regala comunque un quarto d’ora di superiorità morale su colleghi distratti o volutamente assenti.
L’adesione e il supporto di sigle, associazioni e collettivi tra cui l’immancabile “Global Sumud Flotilla”
Ma non è ancora tutto. Perché a dare manforte all’operazione provvede poi un minestrone di sigle, associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui l’immancabile Global Sumud Flotilla, Bds Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, Fracbi (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, Amleta, Uicd-Unione Italiana Casting Directors (persino i casting director ora fanno geopolitica?) e Voci per la Palestina. Il tutto coronato dal solito panel “di approfondimento” alla Casa degli Autori, con la partecipazione dei sindacati di base e degli insostituibili esperti d’area.
E alla fine della fiera – anzi, all’anti-vigilia della Mostra non ancora inaugurata – si torna a interpretare ruoli e postura pro-Pal con attori e registi che tornano a indossare le vesti di inarrestabili diplomatici internazionali che nel mirino additano nemici e esigono censure istituzionali. Ma, alla fine, la sensazione è sempre un po’ la stessa: finiti i flash dei fotografi e riposta la kefiah nell’armadio, tutti torneranno nei propri salotti radical chic, convinti magari di aver salvato il mondo con una firma… (Nell’immagine d’apertura in alto una foto d’Archivio Ansa su un’iniziativa analoga di artisti italiani alla Mostra del Cinema di Venezia edizione 82).