Trasporti in Spagna
Treni, sprechi e stragi con Sanchez: tagli alla sicurezza, record di fondi Pnrr a piste ciclabili e monopattini
I numeri parlano chiaro: 114 morti in un anno, per disastri ferroviari in Spagna, prima a gennaio poi ieri, tagli ai fondi per la sicurezza dei trasporti (-31,2%) e un eccesso di risorse del Pnrr destinati alla mobilità alternativa, green, sostenibile, leggera, urbana, tra piste ciclabili, auto elettriche, colonnine, monopattini e Ztl.
Il disastro ferroviario di Urda ha riaperto le polemiche sugli investimenti del governo Sánchez nella sicurezza ferroviaria e sull’utilizzo dei fondi europei Next Generation EU, equivalenti al PNRR italiano. L’opposizione, Vox in prima linea, ma anche molti media spagnoli, come El Paìs, non certo di destra, accusano il governo uscente di ritardo nell’ammodernamento dei sistemi di sicurezza, la diminuzione della spesa per la manutenzione in rapporto all’utilizzo della rete e la mancata chiarezza sull’effettiva esecuzione degli investimenti finanziati dall’Unione europea.
Treni e sicurezza, il modello green di Sanchez in Spagna è sotto accusa
Anche i sindacati chiedono dove siano finiti oltre 700 milioni di euro. Rafael Escudero, segretario generale del Sindicato Ferroviario, ha chiesto un controllo sugli investimenti annunciati per il rinnovamento della linea Madrid-Siviglia, sostenendo che le condizioni delle infrastrutture non sembrano corrispondere all’entità delle risorse dichiarate dal ministero.
Vox, dal canto suo, contesta il mancato completamento dei sistemi di sicurezza. Il partito chiede a Bruxelles di verificare i finanziamenti per la sostituzione del vecchio sistema di segnalamento LZB con l’ERTMS. Un contratto da circa 94 milioni di euro era stato assegnato nel 2021, ma il nuovo sistema non era ancora operativo al momento della tragedia. L’accusa è che il governo abbia dato priorità a nuove infrastrutture e ad altri interventi di mobilità, senza investire abbastanza nella manutenzione e nella sicurezza della rete ferroviaria già esistente.
Nel dettaglio, per espansione e ammodernamento della rete ferroviaria sono stati utilizzati circa 5,8 miliardi di euro di fondi Next Generation destinati ad Adif, secondo El Español, oltre 2,4 miliardi di euro a progetti per città e trasporti più sostenibili, tra cui le piste ciclabili e i monopattini, un record, oltre 288 milioni di euro per parcheggi di interscambio, regolazione della sosta e altri interventi. Un rapporto davvero sproporzionato, tra sicurezza del trasporto su ferro veloce e quello urbano, soprattutto alla luce del disastro di gennaio, con i primi 46 morti. Anche il leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo, ha chiesto una revisione completa e indipendente della rete ferroviaria spagnola e un rendiconto degli investimenti annunciati rispetto a quelli effettivamente realizzati. Sempre secondo El Español, la spesa reale per la manutenzione dell’alta velocità, rapportata ai passeggeri e ai chilometri percorsi, sarebbe diminuita del 31,2% dal 2019 al 2024, nonostante l’arrivo dei fondi Next Generation.