Una spinta verso l'autonomia
Operazione giovani in manovra: arriva il premio under 30 da 2.500 euro, affitti agevolati e più sostegni alle famiglie: tutte le misure
Un premio fino a 2.500 euro per i lavoratori under 30, affitti agevolati per gli under 35, incentivi alle assunzioni e congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti. La manovra 2027 del governo Meloni mette al centro le nuove generazioni con un pacchetto di interventi che punta a sostenere il lavoro, facilitare l’accesso alla casa e aiutare le giovani famiglie. L’obiettivo è affrontare alcuni degli ostacoli che pesano maggiormente sul futuro dei ragazzi italiani: stipendi, precarietà occupazionale, costo degli alloggi e difficoltà di conciliare lavoro e figli.
Una manovra per giovani: ecco le misure
La legge di Bilancio, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, vale complessivamente circa 26 miliardi di euro per il 2027. Una parte degli interventi è destinata proprio a favorire l’autonomia economica dei giovani, attraverso agevolazioni fiscali e incentivi per le imprese che assumono. Le disposizioni dovranno ora affrontare l’esame parlamentare prima dell’approvazione definitiva.
Un premio fino a 2.500 euro per i lavoratori under 30: tasse ridotte all’1%
Tra le novità più significative della manovra c’è la tassazione agevolata all’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente dei giovani under 30, entro specifici limiti di reddito e di importo. La misura viene presentata come un premio fino a 2.500 euro, che potrà essere riconosciuto in un’unica soluzione oppure distribuito in dodici mensilità, secondo le modalità applicative previste. L’obiettivo è aumentare la quota di retribuzione che rimane effettivamente nelle tasche dei giovani lavoratori, rendendo più conveniente l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro italiano.
Un altro intervento riguarda i fringe benefit, cioè i beni e i servizi riconosciuti dalle aziende ai dipendenti: per i lavoratori fino a 30 anni la soglia di esenzione fiscale sale a 2.000 euro.
Affitti, cedolare secca all’1% per chi dà casa agli under 35
L’altro grande capitolo della manovra riguarda l’emergenza abitativa, particolarmente sentita dai giovani che studiano o lavorano nelle grandi città. Per gli immobili affittati a canone concordato, la cedolare secca scende dall’attuale 10% al 5%. L’aliquota viene ulteriormente ridotta all’1% quando il contratto riguarda un inquilino di età non superiore a 35 anni. Il beneficio fiscale spetta al proprietario dell’immobile, non direttamente all’inquilino. La finalità è incentivare i locatori a mettere sul mercato abitazioni a canoni concordati, favorendo così l’accesso alla casa per chi cerca di costruire una propria autonomia.
La misura si affianca al Piano Casa e punta a intervenire su una delle voci che incidono maggiormente sui bilanci dei giovani lavoratori. La manovra introduce inoltre la possibilità di applicare la cedolare secca anche agli immobili commerciali, con un’aliquota ordinaria del 21%. Un intervento rivolto al mercato delle locazioni per negozi e attività economiche.
Più incentivi alle imprese che assumono giovani
Non soltanto agevolazioni sulle retribuzioni. La legge di Bilancio rafforza anche gli strumenti destinati a favorire l’occupazione stabile. Per le imprese che assumono lavoratori con meno di 36 anni viene prevista una maggiorazione del 40% del costo del lavoro ammesso in deduzione fiscale, portando il coefficiente complessivo al 140%. In sostanza, l’azienda che assume un giovane in presenza dei requisiti previsti può beneficiare di una deduzione fiscale superiore al costo ordinariamente sostenuto. La manovra proroga inoltre fino al 31 dicembre 2027 gli esoneri contributivi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle Zone economiche speciali. L’obiettivo è rendere più conveniente per le imprese investire sulle nuove generazioni, incoraggiando rapporti di lavoro stabili.
Congedi parentali, fino a sei mesi pagati all’80% dal terzo figlio
Il sostegno ai giovani passa anche dalle misure rivolte alle giovani famiglie e alla natalità. La manovra rafforza i congedi parentali, aumentando i periodi indennizzati all’80% della retribuzione. Per il primo figlio i mesi salgono a quattro, per il secondo diventano cinque e dal terzo arrivano a sei. L’intervento punta a consentire ai genitori di trascorrere più tempo con i figli nei primi anni di vita, riducendo l’impatto economico dell’assenza dal lavoro. Si tratta di una misura che si inserisce nel più ampio pacchetto di sostegni alla genitorialità, con particolare attenzione alle difficoltà incontrate dalle coppie più giovani nel conciliare carriera professionale e vita familiare.
Un salvadanaio Inps da 100 euro per ogni nuovo nato
Tra le novità della legge di Bilancio di cui la premier si è detta più fiera è anche l’istituzione di un salvadanaio previdenziale per ogni bambino che nasce. Lo Stato verserà un contributo iniziale di 100 euro in una posizione aperta presso l’Inps. Genitori e familiari potranno alimentarla con ulteriori versamenti nel corso degli anni. Le somme accumulate potranno essere utilizzate al compimento dei 18 anni per specifiche finalità, tra cui le spese scolastiche e universitarie, oppure essere destinate alla previdenza complementare.
L’idea è accompagnare la crescita dei figli con uno strumento di risparmio di lungo periodo, offrendo una prima base economica da utilizzare al momento dell’ingresso nella vita adulta.
Lavoro, casa e famiglia: la strategia della manovra per l’autonomia dei giovani
Il pacchetto previsto dalla legge di Bilancio interviene dunque su tre fronti strettamente collegati: aumentare il reddito disponibile dei giovani lavoratori, facilitare l’accesso a un’abitazione e sostenere chi decide di mettere su famiglia. Dalla detassazione degli incrementi retributivi agli incentivi per le assunzioni, dagli sconti fiscali sugli affitti ai congedi parentali, le misure puntano a creare condizioni più favorevoli per costruire il proprio futuro in Italia. Il prossimo passaggio sarà l’esame parlamentare, dal quale uscirà il testo definitivo della manovra.