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"L'ennesimo inganno"

Puigdemont può tornare in Spagna. Dietro c’è la mano di Sánchez? Feijóo: «Favori in cambio di potere»

Revocato l’ordine d’arresto contro l’ex presidente catalano. Il leader dei popolari attacca il premier: «Deve essere punito alle urne»

Esteri - di Ginevra Lai - 6 Ottobre 2026 alle 17:37

Carles Puigdemont può tornare in Spagna senza essere arrestato. Nove anni dopo la fuga in Belgio, la decisione del Tribunale costituzionale sull’amnistia per i reati di malversazione ha fatto cadere l’ordine di cattura che ancora pendeva sull’ex presidente della Catalogna e leader dell’indipendentismo catalano. Per il socialista Pedro Sánchez è un altro passo verso la «convivenza» in Catalogna. Per Alberto Núñez Feijóo, leader del centrodestra, dietro la riconciliazione ci sarebbe invece una storia molto più politica: quella dell’accordo che nel 2023 permise a Sánchez di restare alla Moncloa grazie anche ai voti degli indipendentisti catalani. «Nulla può cancellare il fatto che l’amnistia sia l’ennesimo inganno di Sánchez», attacca Feijóo. E, con le elezioni del 29 novembre ormai alle porte, aggiunge: «Vendere favori in cambio di potere deve essere punito alle urne».

Il leader separatista vede infatti riaprirsi la strada verso la Spagna proprio mentre l’idolo della sinistra si prepara a chiedere agli elettori un nuovo mandato. Coincidenze?

Puigdemont torna a casa

Sul piano giudiziario, però, serve ancora una precisazione. La decisione nasce dal ricorso di Dolors Bassa, ex assessora del governo catalano condannata per il ruolo avuto nel processo indipendentista del 2017. Il Tribunale costituzionale ha aperto all’applicazione dell’amnistia anche per il reato di malversazione, cioè l’uso illecito di fondi pubblici contestato agli esponenti separatisti.

A quel punto Pablo Llarena, il giudice della Corte Suprema spagnola che segue il procedimento, ha revocato l’ordine di ricerca e cattura nei confronti dell’ex presidente catalano.

Questo non significa che ogni passaggio sia già definitivamente chiuso. Llarena vuole leggere integralmente la sentenza e stabilire come applicarla al procedimento contro Puigdemont e contro altri due ex membri del governo catalano fuggiti all’estero, Toni Comín e Lluís Puig. La distinzione è importante sul piano giuridico. Politicamente, però, il dato è già chiarissimo: oggi Puigdemont non rischia più di essere arrestato semplicemente rimettendo piede in Spagna.

L’inganno di Sánchez

Ed è proprio qui che Feijóo sposta lo scontro dal tribunale al Parlamento. «Il Partito popolare ha rispettato la decisione della Corte Suprema quando ha emesso il verdetto di colpevolezza sul processo indipendentista e la rispetta anche ora», precisa. Contesta però ciò che venne prima. «È impossibile trasformare una menzogna in verità o l’immoralità in qualcosa di giusto».

Il riferimento è all’accordo di tre anni fa. Dopo le elezioni politiche, Sánchez non disponeva da solo dei numeri necessari per essere confermato premier. A risultare decisivi furono anche i sette deputati di Junts per Catalunya, il partito indipendentista. In cambio del sostegno all’investitura, socialisti e indipendentisti raggiunsero un’intesa che comprendeva anche la legge di amnistia per i protagonisti del tentativo di secessione catalana del 2017.

È su quella sequenza che il Partito popolare ha costruito fin dall’inizio la propria accusa: non una semplice misura di pacificazione nazionale, bensì la contropartita politica necessaria a garantire a Sánchez un’altra legislatura. Una tesi che Feijóo ripropone ora: «Favori in cambio di potere».

Sánchez: «Lo abbiamo fatto per i catalani»

Il premier socialista, ovviamente, fa finta di nulla. «Accolgo con favore il fatto che questo aiuti la società catalana», ha dichiarato dopo la decisione del Costituzionale. «Tutte queste misure non sono state prese pensando a nessun partito politico o a nessun politico indipendentista. Le abbiamo prese pensando alla convivenza dei catalani». Certo…

Il problema per Sánchez è che la cronologia degli eventi lascia facilmente spazio alle interpretazioni: prima i voti degli indipendentisti necessari per ottenere la fiducia, poi l’amnistia, quindi la possibilità per Puigdemont di rientrare. La Spagna forse, come dice Feijóo, «merita, finalmente, un governo che torni a dare priorità alla verità, alla legge e all’uguaglianza di tutti gli spagnoli».

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di Ginevra Lai - 6 Ottobre 2026 alle 17:37