Squilli di rivolta
Incubo Sessantotto: studenti scatenati in Francia, scontri e feriti. E a Parigi arriva la sinistra studentesca italiana
Come nel Sessantotto, quando piccoli squilli di rivolta accesero intere generazioni trascinate e drogate da ideologie comuniste destinate a rivelarsi un fallimento. Anche oggi, a Parigi e in tutta la Francia si sono svolte le violente proteste degli studenti e dei licei. Nella capitale, sono esplosi disordini e scontri durante la manifestazione in occasione del terz Su Boulevard Voltaire, molto vicino a Place de la Nation: qui la tensione tra la polizia e alcuni manifestanti è cresciuta all’inverosimile, con negozi e banche prese di mira. In tutta la Francia si è stimata una presenza di manifestanti nell’ordine delle 450mila unità, con tanti tentativi di attaccare le forze dell’ordine. Al corteo parigino, stimato in centomila persone, il tentativo di raggiungere Place de la Nation ha fatto registrare gli scontri peggiori con lanci di oggetti e pezzi di pietra dai gradini dei negozi.
Francia, studenti scatenati: dodici fermi, centinaia di feriti
Il bilancio, a fine giornata, è stato drammatico. Dodici i fermi. I numeri delle varie giornate di proteste sono ancora più imponenti: duecentoquindici studenti feriti, la maggior parte dei quali a seguito di aggressioni, in modo più ridotto, di incidenti e 85 membri del personale scolastico, tra cui 34 presidi e vicepresidi, come ha annunciato dal premier francese, Sébastien Lecornu all’Assemblée Nationale, la Camera dei Deputati francesi: in tutto, 715 poliziotti e gendarmi feriti e oltre 6.000 fermi. “E’ il bilancio più grave da decenni nel settore dell’istruzione per numero di dipendenti pubblici feriti”.
La delegazione italiana
Una delegazione della Rete degli studenti medi del Lazio, di era progressista, era oggi Parigi al fianco delle studentesse e degli studenti francesi in occasione della giornata di mobilitazione nazionale. Un “contagio” quasi inevitabile e anche, per certi aspetti, pericoloso. “Le rivendicazioni degli studenti francesi sono le nostre”, afferma il coordinatore regionale Simone Montori. “A Roma come a Parigi affrontiamo governi che rispondono ai giovani con tagli e precarietà. La giornata di oggi è una tappa fondamentale del percorso che ci vedrà di nuovo in piazza il 17 ottobre a Roma e in occasione dello sciopero studentesco del 20 novembre: la lotta per l’istruzione pubblica non ha confini”, afferma Montori.
Il commento di Trump
“Quello che sta accadendo in Francia non è altro che il risultato di “una migrazione di massa fuori controllo”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando in un post su Truth Social le proteste studentesche che in queste ore stanno interessando Parigi. “Non si tratta delle scuole, si tratta dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande”, ha aggiunto Trump.
Proteste perfino dall’Iran
Sembra paradossale, ma il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard, per protestare contro quella che ha definito gestione “violenta” delle manifestazioni studentesche da parte del governo di Parigi. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, che cita una nota del ministero degli Esteri, l’ambasciatore è stato convocato “a seguito delle azioni violente del governo francese contro le proteste studentesche e delle numerose e gravi violazioni dei diritti umani”.
Lecornu annuncia stop lezioni nei licei per 3 giorni
Il governo francese ha annunciato la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei del Paese per consentire agli studenti di discutere e organizzare un “momento di democrazia interna”. La sospensione scatterà da mercoldì e proseguirà giovedì e venerdì, ha affermato il premier, Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea Nazionale.
“Il ministro dell’Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di liberare del tempo”, ha spiegato Lecornu, secondo cui l’obiettivo della decisione è permettere “a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna all’interno del liceo“. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha poi riunito all’Eliseo diversi ministri per fare il punto della situazione relativa alla contestazione studentesca. Lo riferisce l’emittente televisiva “BfmTv” citando la presidenza francese. Tra i presenti il primo ministro, Sebastien Lecornu, e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray.