Elogiato anche dalla premier
Premiato al Pirellone il poliziotto eroe degli scontri di Milano: il grazie della Regione Lombardia
Il volto insanguinato, una ferita alla testa provocata da un sampietrino. Ma nessuna intenzione di abbandonare i suoi uomini. Angelo De Simone, il dirigente di Polizia ferito durante gli scontri di sabato in piazza Duomo a Milano, è rimasto al suo posto, continuando a coordinare i reparti impegnati a riportare la calma.
Un’immagine di coraggio e senso del dovere che ha fatto il giro dei social, suscitando anche l’ammirazione della premier Giorgia Meloni. E che oggi ha ricevuto il riconoscimento delle istituzioni lombarde.
Il poliziotto ferito premiato da Federico Romani
Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani (FdI), ha ricevuto e premiato De Simone a Palazzo Pirelli, consegnandogli la medaglia istituzionale d’argento di Sant’Ambrogio.
Un omaggio al primo dirigente della Polizia di Stato, responsabile del Commissariato Garibaldi-Venezia, che nonostante la ferita ha continuato a svolgere il proprio compito, tornando in piazza anche il giorno successivo.
«Quello che è accaduto a Milano è inaccettabile», ha dichiarato l’esponente di FdI e presidente del Consiglio regionale lombardo. «La sua immagine, ferito ma ancora al proprio posto, racconta meglio di tante parole cosa significhino senso del dovere e responsabilità verso lo Stato».
Il presidente ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine, ricordando che una comunità non può accettare che chi garantisce la sicurezza diventi bersaglio della violenza.
Il volto insanguinato di De Simone e l’elogio della premier
Quella stessa immagine aveva colpito anche Giorgia Meloni, che aveva scelto proprio la fotografia del poliziotto insanguinato per annunciare su Instagram una riunione sull’ordine pubblico a Palazzo Chigi.
«A volto scoperto – aveva scritto la premier – ferito, senza arretrare. Davanti a lui, chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere. Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza».
Meloni aveva quindi annunciato la convocazione di una riunione per valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos. «Difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti», aveva concluso.
Romani: «Il dissenso si esprime con le idee, non con la violenza»
Netta anche la condanna degli scontri da parte di Romani. «Manifestare è un diritto fondamentale, ma nessun diritto può diventare un alibi per devastare, aggredire o mettere a rischio l’incolumità delle persone».
«Non esistono violenze di piazza giustificabili, né attenuanti per chi sceglie di lanciare pietre contro un agente o distruggere la città», ha aggiunto, ribadendo che «difendere chi indossa una divisa significa difendere la legalità, la libertà, la democrazia e lo Stato».
Il grazie di Angelo De Simone
«La vicinanza, il sostegno e la solidarietà delle istituzioni sono per noi particolarmente importanti e ci incoraggiano nel nostro impegno al servizio dello Stato e dei cittadini», ha detto De Simone ringraziando Romani.
Resta l’immagine di quel volto insanguinato e di un uomo che, pur ferito, non ha lasciato il proprio posto. Un gesto che racconta il senso di una divisa meglio di tante parole.