La mappa del teppismo
Le occupazioni “creative” (e un po’ cretine) dei Collettivi rossi: gare di moto, botti e sit-in nell’obitorio…
Cronaca - di Luca Maurelli - 20 Ottobre 2026 alle 15:22
A qualche studente di un liceo romano, occupato da un Collettivo studentesco con un proclama anti-meloniano che manco Avs e grillini, i genitori hanno chiesto che cosa pensassero dello Stabilicum. E i ragazzini, interdetti, hanno risposto che è un bel marchio, ma meglio New Balance, calzano meglio, papà. Quei genitori avevano letto il manifesto dell’occupazione che conteneva, a parte gli editti di sinistra contro il governo di destra, anche un passaggio indignato sulla nuova legge elettorale, che terrebbe fuori i veri partiti che rappresentano il popolo. “Stabilicum? Mai sentito.
Ma poi cos’è esattamente una legge elettorale, papà?”, avrebbe risposto gli imberbi occupanti, euforizzati dalla prospettiva di saltare per qualche giorno la scuola, anche a costo di farsi tele-comandare dai grandi – politici e sindacalisti di sinistra – che da sempre tele-guidano i collettivi studenteschi. E’ andata peggio ad altri studenti, costretti ad assistere ad occupazioni in stile rave party, in stile circuito motociclistico, Olimpiadi di lancio del banco e passerella in maschera da Carnevale di Venezia.
Le occupazioni “creative” e anche un poì cretine
Qualche episodio di cronaca degli ultimi giorni, nel segno della creatività, si fa per dire, premesso che in tante scuole italiane le proteste degli studenti stanno scivolando via nel segno della responsabilità. Ma non ovunque. Nel Milanese, a Rozzano, durante la mobilitazione sono stati danneggiati servizi igienici, distributori e soffitti. La dirigenza ha riferito dell’ingresso di persone che avrebbero provocato i danni, nonostante la rivendicazione dei collettivi avesse al centro la… ristrutturazione della scuola.
A Torino, all’Istituto Peano, un gruppo di giovani a volto coperto si è introdotto nell’istituto nottetempo: “La scuola case a pezzi””. Arredi e attrezzature sono stati danneggiati e gli estintori svuotati, così, per dare un contributo al rudere. Sempre a Torino, all’Istituto Boselli, durante un tentativo di occupazione, sono stati utilizzati petardi e spostati banchi in strada, manco fosse Capodanno. Negli stituti Sella, Ricardi di Netro e Bosso-Monti del Torinese, circa quaranta giovani a volto coperto da maschere di Carneval hanno fatto irruzione in tre scuole, compresa un’elementare. Segnalati vetri rotti, computer distrutti e un carabiniere ferito dal lancio di pietre, forse da un Pulcinella.
A Milano, dopo il corteo studentesco, un sit in è stato organizzato nell’ex obitorio di via Francesco Sforza, nel centro della città, a Napoli la palestra del Rossini è diventata una pista per gare di scooter, a Pisa i banchi sono stati lanciati per le scale, a Bologna i cassonetti rovesciati. Nel segno del caro-vita. Per chi pagherà i danni, cioé tutti noi, ovviamente.