A Cassano allo Ionio
‘ndrangheta, agguato in Calabria: uccisa la moglie del boss Damiano Pepe ‘Tripolino’, lui è gravemente ferito
Un agguato mafioso si è verificato nella notte in contrada Lattughelle, a Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. Nel mirino del commando armato, Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli inquirenti al vertice della criminalità organizzata della Sibaritide. Pepe è rimasto gravemente ferito, mentre la moglie, Silvana Sibarelli, di 60 anni, ha perso la vita. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Cassano all’Ionio, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.
Sembra che il commando omicida sia entrato in azione nei pressi dell’abitazione di Pepe che prima è stato trasportato all’ospedale di Corigliano Rossano, poi è stato trasferito a Cosenza dove sembra sia stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Pepe suocero del boss Nicola Abbruzzese
Damiano Pepe , noto alle cronache giudiziarie come “Tripolino”, è come detto ritenuto dagli inquirenti uno dei nomi storici della criminalità organizzata della Sibaritide (Cs). È considerato uno dei capi della cosca Abbruzzese-Pepe , meglio conosciuta come clan dei nomadi di Cassano allo Ionio, pur non essendo di etnia rom.
Secondo quanto riportato da fonti stampa, nelle ricostruzioni investigative è stato indicato come partecipe della ‘ndrina di Corigliano e “promotore” del clan degli zingari, attivo tra Cassano e Corigliano-Rossano. Dalle indagini sarebbe emerso che Damiano Pepe avrebbe preso le redini del comando dopo la morte del fratello Eduardo, ucciso nel 2002 nel corso della sanguinosa faida che contrappose il gruppo alla cosca Forastefano.
Pepe era tornato in libertà nel 2019 dopo essere stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa e omicidio, tra cui quello di Luigi Lanzillotta del gennaio 1993, avvenuto su mandato di Santo Carelli. Omicidio per il quale ha scontato oltre 26 anni di carcere. Damiano Pepe inoltre è il suocero di Nicola Abbruzzese detto “Semiasse”, 46 anni, considerato dagli inquirenti boss di Cassano e detenuto in regime di 41-bis. Abbruzzese ha sposato la figlia Finizia, condannata anche lei a 8 anni per associazione mafiosa.
Sindaco di Cassano allo Ionio: Giù le mani dalla città
“Giù le mani dalla Città! E’ un grido di dolore e di libertà, sono le parole che sento di dover pronunciare, senza esitazioni, all’indomani di un agguato che, per modalità e ferocia, restituisce ben evidente e riconoscibile la firma della ‘Ndrangheta”. Così il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, sull’attentato avvenuto stanotte in contrada Lattughelle. “Di fronte a ciò, davanti ad una scia di sangue che si allunga, restano indispensabili e fondamentali la prevenzione, la formazione e lo sviluppo socio-economico – aggiunge -. Tuttavia, altrettanto importante, è sicuramente urgente, diventa una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace. Già nelle prossime ore chiederò formalmente al Prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’adozione. di ogni misura utile ed opportuna, mentre lunedì pomeriggio, insieme al vescovo, monsignor Francesco Savino, promuoveremo un’assemblea pubblica per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, delle iniziative da assumere insieme, tutti insieme, per riaffermare un principio, una necessità, un grido: giù le mani dalla città”.
Antoniozzi: ‘ndrangheta pericolosa
“Il terribile agguato di stamattina ripropone la questione della presenza di una ‘ndrangheta nella Sibaritide pericolosa e violenta”. Lo afferma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi che ha ricordato come sia “compito di tutte le forze politiche e sociali di ogni colore non dividersi dinanzi a un nemico comune. Si tratta di un territorio noto per le sue tradizioni culturali e produttive in cui vive gente perbene”.
Rapani: “Ora serve l’Esercito”
Parole di preoccupazione e attenzione sono arrivate anche dal Senatore Ernesto Rapani, sempre di Fratelli d’Italia, che ha rilancia la proposta di estendere alla zona l’operazione Strade Sicure, che prevede l’impiego dell’Esercito a supporto delle forze dell’ordine: “L’agguato di Lattughelle riapre il confronto sulla sicurezza nella Sibaritide. C’è chi continua a sostenere che tutto vada bene, ma purtroppo la realtà racconta altro. L’ennesimo fatto di sangue dimostra che non possiamo permetterci di sottovalutare la situazione. Non si tratta di allarmismi alimentari, ma di prendere atto di critiche che richiedono risposte concrete” ha spiegato.