Militanti disorientati
Movimento 17 ottobre, senza le indicazioni del guru Youssef la piazza va in tilt, la chat esplode, scatta lo sfottò: “Dove si protesta?”. “A San Vittore”
Dopo il fermo del 30enne di origini marocchine considerato la mente della fazione movimentista, online esplode il disorientamento tra i follower attivisti: c'è chi invita a far da soli e chi dà appuntamento a Roma. E tra gli utenti che commentano spunta la domanda delle cento pistole: "Ma davvero eravate guidati da uno così?"
Tanto tuonò… che alla fine non piovve: senza lo smartphone del guru la piazza del Movimento 17 ottobre va in tilt e quella che doveva essere una seconda puntata della saga dei ribelli del sabato finisce in tragicommedia. Stiamo parlando del fermo – e del sequestro del telefonino – di Youssef Siher, il ricercatore 30enne e giornalista freelance, firma di diverse testate nazionali tra cui sembra figuri anche Il Fatto Quotidiano, finito nei guai per istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo.
Ebbene, il silenzio del fermato ha depotenziato la protesta, con decine di utenti – come riporta tra gli altri il sito del Tgcom24 riprendendo le chat in oggetto – che hanno continuato ad aggiornare la pagina insistendo nel chiedere lumi su quale fosse il piano per marciare sui centri storici.
Col fermo di Youssef Siher i militanti del “Movimento 17 ottobre” disorientati da silenzio e buio digitale
Sì, perché togliergli lo smartphone due ore prima della “calata” in piazza dei militanti suoi seguaci è stato un capolavoro di tempismo da parte del Viminale e delle forze dell’ordine. Ma, soprattutto, ha finito per scoperchiare il vaso di Pandora della bellicosa protesta, lasciando nel disorientamento più glaciale i rivoltosi pronti alla seconda irruzione quanto sprovvisti di mappa e istruzioni per l’uso: sulla galassia social del Movimento 17 ottobre è calato un silenzio spettrale. E nelle chat della sedicente rivoluzione di antagonisti, maranza, pro-Pal e chi più ne ha, più ne metta, è scoppiato il panico.
Nelle chat è il caos: tra chi invita a “fare da soli” e chi s’interroga sull'”influencer della protesta”
Già, perché evidentemente incapaci di muovere un passo o prendere una direzione – nel senso letterale del termine – senza le indicazioni del loro “influencer” del disordine, decine e decine di follower militanti della mente del Movimento – attivista pro-Pal di origini marocchine, indagato per istigazione a delinquere, violenza organizzata e terrorismo – hanno passato buona parte del sabato a vagare nel buio digitale. E alla fine della fiera contestataria, la domanda che ha dominato le conversazioni online, malinconicamente rimasta senza risposta, è stata una su tutte: «Dove andiamo oggi a protestare?».
Dalla rabbia alla paranoia, finendo nel grottesco
Insomma, senza la balia informatica a guidarli verso le vie del lusso da devastare, o comunque su una deviazione possibile stante i presidi delle forze dell’ordine, gli umori nelle chat sono virati di colpo dalla rabbia alla paranoia, per finire quasi nel grottesco… Certo, qualcuno ha provato a fare l’eroe fuori tempo massimo invitando ad «agire da soli» pur di «muoversi lo stesso». Ma il goffo appello in stile “lupo solitario” è caduto nel vuoto, nell’indifferenza generale. Indifferenza che nel passare delle ore si è trasformata in spaccatura verticale che si è consumata nei momenti successivi sulla figura del “leader” fermato.
Dal silenzio nelle chat ai dubbi sul leader: impazza l’ironia social
Così, tra chi ha cominciato a gridare al martirio ideologico (sostenendo che Siher fosse «un capro espiatorio dato in pasto ai media, come era prevedibile»), c’è stato anche chi ha manifestato un forte scetticismo, prendendo le distanze dal guru e scaricandolo all’istante bollandolo senza troppi complimenti come «un infiltrato e destabilizzatore del mondo islamico che ha studiato a spese nostre e vive a spese nostre».
Una recluta chiede indicazioni sul punto d’incontro per il corteo, qualcuno risponde ironico: «Sarà a San Vittore»
E se ancora non fosse abbastanza, nel dibattito online che ha rallentato la marcia in piazza e annacquato propositi e posizioni bellicose, a dare l’ultima sferzata a manifesto virtuale e mente del Movimento 17 ottobre hanno provveduto gli utenti esterni capitati nelle chat per puro dovere di cronaca o semplice diletto social. Così, di fronte all’ennesima richiesta di uno degli attivisti smarriti nel silenzio digitale e al buio di una road map quanto meno di massima, alla recluta che chiedeva banalmente quale fosse il punto di raccolta per partire in corteo è scattata la bordata ironica: «Sarà a San Vittore»… Seguita da dubbio posto da qualcun altro e che dovrebbe attanagliare un’intera generazione: «Visto chi c’è dietro la chat, voi ragazzini non vi sentite leggermente presi in giro?». Ma in questo caso la risposta non è pervenuta…
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