Ennesima sigla antagonista
Movimento 17 ottobre, ecco chi sono i ribelli del sabato: in piazza ogni settimana con la guida anti-agenti in pugno
La «rivoluzione» del weekend: tra violenza, razzie e farsa sovversiva, con i "nuovi arrivati" si risolve in un manualetto con le istruzioni per "principianti" da doposcuola, tanta retorica bellicosa online, consigli per la ritirata, e il consueto alibi del vittimismo militante
Eccoci qua: dopo l’inferno di sabato, su Instagram la pagina del neonato “Movimento 17 ottobre” annuncia la mobilitazione permanente ogni sabato. Ma chi sono questi ribelli del weekend che online si definiscono “siamo quelle piazze”, e che mescolano all’interno delle loro file studenti, estremisti, facinorosi e militanti di diversa estrazione e provenienza? Per ora il loro biglietto da visita non è stato dei più promettenti: strade messe a ferro e fuoco, vetrine sfondate, negozi saccheggiati, turisti, commercianti e passanti terrorizzati.
“Movimento 17 ottobre”, ecco chi sono “quelli delle piazze” che annunciano la mobilitazione permanente
Insomma, in una parola: furia e devastazioni in centro a Milano con ben 14 agenti feriti e caos e panico diffusi. La galassia antagonista e no-global ha partorito l’ennesima sigla d’area: il Movimento 17 ottobre. Un manipolo di agitatori e maranza, violenti in corteo e incitatori alla rivolta dalla tastiera, che dopo i recenti scontri costati decine di fermi e arresti per atti vandalici e saccheggi, si sono ribattezzati senza pudore «quelli delle piazze» su Instagram e Telegram, auto-proclamandosi vittime di un presunto «sistema violento» e accusando le forze dell’ordine dell’«unica violenza» esistente: quella del manganello. Un paradosso evidente.
La galassia antagonista e no-global ha partorito l’ennesima sigla d’area
Così, tra manifesti e calendario, la parola d’ordine lanciata sui canali social è roboante: «Mobilitazione permanente ogni sabato» alle ore 15 in tutta Italia – da Milano a Roma, passando per Genova e fino a Bari – con il dichiaratamente bellicoso intento di scendere in strada «fino alla caduta di questo governo». Eppure, dietro proclami altisonanti da rivoluzionari in servizio permanente effettivo, tra soldati semplici e militanti allo sbaraglio dediti a vandalizzazioni e razzie sparse, il loro intento e il loro modus operandi evidenzia un aperto conflitto che manda in tilt la bussola ideologica tarata su strategia d’assalto e fine “rivoluzionario”, e che si traduce in sostanza in una “guida pratica anti-manganellate per principianti”, pensata per istruire le giovani leve dell’antagonismo urbano su come schivare contenimento e fermi delle forze dell’ordine.
Istruzioni per l’uso della devastazione: diffusa una guida anti-manganellate
Dunque, tra i consigli pratici elargiti ai presunti guerriglieri di quartiere, spicca il fondamentale invito a «non scappare disordinatamente» durante le cariche. Come a proteggersi dai manganelli usando «caschi da cantiere o da skateboard» (avvertendo però, con impeccabile acume logistico, che questi «potrebbero ostacolare la mobilità»). Se non fossero drammatiche le scena di devastazione e violenza gratuita che da sabato inondando social e tv, verrebbe da dire che siamo nel grottesco…
Così come immancabilmente superflue se non risibili suonano gli appelli nel vademecum “fai da te” improvvisato nella costituzione in Movimento settimanalmente in piazza alle raccomandazioni tattiche sulla gestione dei messaggi per evitare intercettazioni. O il promemoria giuridico sulla facoltà di non rispondere in Questura («Cerca di mostrarti tranquill*»: il tutto in puro stile woke e in ossequio alla sua grammatica gender). Come anche e l’invito a non farsi cogliere dal panico con lacrimogeni e spray urticanti.
Il vademecum dei “rivoluzionari del sabato pomeriggio”
Non solo. Perché tra le righe figura anche un’attenzione particolare alla presenza delle forze dell’ordine nelle immagini. Il documento sostiene il diritto di filmare gli agenti nello svolgimento delle loro funzioni ma avverte anche dei possibili rischi nel farlo durante momenti di tensione. L’invito generale è a utilizzare foto e video con responsabilità e a non diffondere immagini che possano esporre inutilmente altre persone.
Movimento 17 ottobre: retorica bellicosa online e manualetto da doposcuola sovversivo
E se ancora non bastasse, il documento si chiude con un invito a conoscere i propri diritti e a informarsi prima di affrontare situazioni che non si sanno gestire. «Non dare nulla per scontato», è l’ultima raccomandazione. Accompagnata dall’invito a chiedere informazioni «da chi ha più esperienza (legale o di piazza)». Così, alla fine della fiera e della furia devastatrice, mentre il governo valuta nuove strette sull’ordine pubblico per tutelare i cittadini e le attività commerciali colpite, la «rivoluzione» del sabato pomeriggio si riduce a un manualetto da doposcuola sovversivo: tanta retorica bellicosa online, manuali d’istruzione per la ritirata e il consueto alibi del vittimismo di piazza.