"Sblocchiamo tutto"
I commenti di Gioventù nazionale sui social: “Aspettiamo la condanna della sinistra”. E sabato parte la contro-manifestazione
I giovani di destra sono stufi delle violenze che si verificano nelle città italiane a causa dei maranza e degli antagonisti. Lo testimoniano i loro commenti sul eb sotto i video pubblicati dal movimento giovanile
Politica - di Gabriele Caramelli - 19 Ottobre 2026 alle 15:28
I movimenti giovanili di destra hanno dimostrato, nel tempo, di essere ben diversi dai maranza e dai vari antagonisti, che in questi ultimi giorni hanno messo a ferro e fuoco le città italiane: Milano tra tutte. Lo dicono gli stessi militanti a chiare lettere nei loro commenti sui social e in una nota affidata al Secolo d’Italia.
Da poco è stata anche organizzata un’iniziativa da Azione universitaria e Azione studentesca, prevista per il 24 ottobre in piazza della Libertà a Roma e intitolata “Sblocchiamo tutto”: un modo per contrapporsi realmente ai disagi giovanili e per esprimere dissenso verso chi, nel nome di una falsa rivoluzione, trova una scusa per saccheggiare i negozi e sfogare gli impulsi violenti.
I giovani di destra sono ribelli, sì, ma non se la prendono con le forze dell’ordine e non hanno intenzione di spaccare tutto: sanno perfettamente che non c’è alcun futuro nelle macerie.
Basta violenze sblocchiamo tutto, Gioventù nazionale contro le violenze di maranza e antagonisti
Da Milano a Bologna, passando per Torino, sono tanti i giovani di destra stufi di doversi confrontare con chi non ha intenzione di parlare, ma soltanto di annientare i luoghi in cui abita. Come ha affermato sotto i post di Gn Bologna Valeria Petrini, che è presidente del movimento giovanile nel capoluogo emiliano, in città non c’è più spazio per il vandalismo: «Il sindaco Lepore ha la responsabilità politica di questo scempio, fuori i centri sociali e i violenti da Bologna. Difendiamo la nostra città, difendiamo casa nostra. Ci vediamo a Roma il 24 ottobre». Le fa eco il presidente locale di Azione Studentesca, Domenico Baldazzi, ricordando che dietro gli scempi nelle piazze non ci sono idee, ma antagonisti ideologizzati: «Alle manifestazioni c’erano solo maranza e compagni. Sulle spalle degli studenti e dei bolognesi, come al solito, la sinistra indisturbata provoca i danni».
Non meno perentorio è stato l’intervento di Giorgia Falbo, militante di Gioventù nazionale a Torino e attivista del Collettivo Nemesis, che in una storia Instagram ha scritto: «Adesso basta. Erano tutti manifestanti. Dagli immigrati di seconda generazione che hanno saccheggiato i negozi di lusso ai ragazzi italiani, i quali pensano che mettere a ferro e fuoco le città porti a qualcosa. Questo è l’elettorato di sinistra. Fatevene una ragione».
Anche Andrea Fornelli, presidente di Gioventù nazionale della provincia milanese, è intervenuto sulla vicenda con una nota inviata al Secolo: «Quello che è accaduto a Milano è, purtroppo, drammaticamente simile a quello che vediamo sempre più spesso in Francia. Non ci sono contenuti politici, ma solo la volontà di devastare tutto. Basta guardare le immagini delle devastazioni per rendersi conto che il grosso dei danni è stato fatto dai cosiddetti “maranza” che, con la legittimazione della sinistra extraparlamentare, hanno fatto proprie le piazze per delinquere e distruggere».
«Un manifestante, se pacifico, non scende in piazza con gli antagonisti»
Sugli scontri degli ultimi giorni è intervenuto anche Marco Gaetani, presidente di Gn a Lecce e conduttore di Radio Atreju, anche lui con una storia su Instragam: «Un manifestante, se è pacifico, non scende in piazza al fianco di Askatasuna e compagni. Una manifestazione, se è pacifica, si dota di un servizio d’ordine e isola i violenti».
Poi è arrivata una stoccata verso la sinistra, rimasta in silenzio dopo i vandalismi: «Un rappresentante politico, se ha rispetto del suo mandato, condanna le violenze senza i “se”, i “ma ” e i “però”. Diversamente, non venite a fare i distinguo tra i tanti manifestanti pacifici e i delinquenti che spaccano le vetrine e saccheggiano i negozi. Perché sono la stessa roba».