L'evento
Difesa, da Vilnius la sfida dei conservatori: “Un’Europa più forte nella Nato”
Due giorni di confronto internazionale promossi dall’Ecr party. Rauti, Fidanza, Giordano, Donazzan e Gruppioni rilanciano la sicurezza europea. Spazio anche ai giovani conservatori
Politica - di Alice Carrazza - 25 Ottobre 2026 alle 10:59
«La pace va difesa ogni giorno». A Vilnius, alle porte della Bielorussia, le parole di Isabella Rauti, senatrice e Sottosegretario di Stato alla Difesa, assumono un significato particolare. Qui, sul fianco orientale della Nato, la sicurezza non è una questione astratta, ma una preoccupazione quotidiana. Ed è proprio dalla capitale lituana che i conservatori europei hanno rilanciato la sfida di un continente capace di proteggere i propri cittadini e assumersi maggiori responsabilità nella difesa collettiva. È il messaggio degli European Awareness Days-Peace Through Strength: Defending Europe, organizzati dall’Ecr party il 23 e 24 ottobre, con delegazioni internazionali e una significativa presenza italiana.
“La pace non si garantisce con la debolezza”
«La pace non si garantisce con la debolezza, ma con la forza», ha ricordato Carlo Fidanza, vicepresidente esecutivo dell’Ecr party e capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, indicando la necessità di rafforzare le capacità militari nazionali, l’industria europea della difesa e il pilastro europeo della Nato. «Sotto la guida di Giorgia Meloni, l’Italia è pienamente impegnata nella costruzione di un’Europa che si assuma la responsabilità della propria sicurezza, tuteli i propri interessi strategici e rimanga saldamente al fianco dei propri alleati, come dimostra ogni giorno la presenza delle nostre forze aeree in Lituania. Ma difendere l’Europa significa molto più che aumentare le spese militari: significa proteggere i nostri confini, difendere la nostra sovranità, garantire l’indipendenza energetica e preservare la nostra identità, i nostri valori e le nostre radici cristiane».
Sulla stessa linea Adam Bielan, presidente dell’Ecr party, che ha ricordato come l’invasione russa dell’Ucraina abbia infranto l’illusione di una pace garantita soltanto dal commercio e dalla diplomazia. «Lo scopo della forza non è fare la guerra. È prevenirla», ha osservato, ribadendo la centralità dell’Alleanza transatlantica.
A coordinare la due giorni Antonio Giordano, deputato di FdI e Segretario Generale dell’Ecr party, che ha rivolto un messaggio diretto agli alleati baltici: «Ai nostri fratelli lituani voglio rivolgere un messaggio chiaro: non siete soli». Perché «difendere la Lituania significa difendere l’intera Europa».
Giordano ha inoltre insistito sulla necessità di preparare i cittadini ad affrontare emergenze e minacce ibride. «Le parole plasmano il modo di pensare. Quando parliamo di armi e di guerra, le persone si spaventano», ha osservato durante la Defence Roundtable, invitando a puntare sulla resilienza civile. Nell’intervista al ministro lituano dell’Economia e dell’Innovazione Grikšas, ha poi richiamato il valore economico della sicurezza: «La difesa non è una spesa, ma un investimento», capace di generare libertà, sicurezza e prosperità.
La sicurezza oltre il campo militare
Nel corso dell’intervista condotta dal segretario generale, Rauti ha ricordato come «le Repubbliche baltiche sono le prime ad avvertire le minacce provenienti dal Fianco Est dell’Alleanza», sottolineando l’impegno italiano nella difesa comune. «Non possiamo mettere in discussione la funzione della Nato perché nessuna nazione può difendersi da sola», ha spiegato, indicando nella cooperazione industriale e nell’interoperabilità delle forze armate la strada da seguire, senza creare un esercito europeo. L’obiettivo è «arrivare a una produzione industriale europea della difesa, interoperabile “by design” che integri progettazione e realizzazione».
A richiamare la dimensione economica e culturale della sicurezza è stata Elena Donazzan, eurodeputata e vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento europeo. Dalla protezione delle frontiere all’autonomia industriale, Donazzan ha sottolineato la necessità di rafforzare la capacità dei Ventisette. «Ogni euro investito deve essere al servizio della sicurezza dei cittadini e contribuire concretamente a proteggere il Paese», ha aggiunto Naike Gruppioni, deputata e componente della Commissione Esteri della Camera.
La sfida internazionale e il ruolo dei giovani conservatori
Il confronto ha coinvolto rappresentanti politici ed esperti provenienti da Polonia, Estonia, Repubblica Ceca e altri Paesi europei, affrontando le sfide della preparazione nazionale, della deterrenza e delle minacce ibride.
Spazio infine agli European Young Conservatives. A dirigere i lavori del workshop a loro dedicato Maicol Pizzicotti Busilacchi, presidente designato della rete giovanile, che riunisce sedici organizzazioni di quindici Paesi. «La grande partecipazione dei giovani qui dimostra che la nostra generazione non vuole restare spettatrice: siamo pronti ad assumerci la responsabilità di difendere la libertà, la sicurezza e il futuro dell’Europa».
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