Caos primarie e non solo
Campo largo, Bonelli sbotta contro la melina di Elly e Giuseppi: la pazienza è finita, basta rinvii. E scatta l’ennesimo ultimatum: vediamoci in settimana
Il leader dei Verdi perde le staffe col Pd mentre la coalizione di centrosinistra annaspa in litigi e diktat di rimando: «Da settimane sollecitiamo un faccia a faccia, ma quando poi bisogna stringere, queste disponibilità si fanno meno chiare». E intanto la premiata ditta Schlein-Conte continua a giocare a nascondino e a rincorrersi a rimpiattino
Il Pd lancia la palla in tribuna e Bonelli perde le staffe. La pazienza ha un limite e quella della sinistra radicale, si sa, a tratti e su certe questioni di “primaria attualità”, anche più stringente di altri. L’attendismo e i continui rinvii che animano il dibattito infinito sulle primarie all’interno della frastagliata galassia del Campo largo, con Elly Schlein impegnata tra silenzi e agenda in stile tela di Penelope, tra un sospiro d’ansia, un ultimatum a mezzo stampa e dichiarazioni a nuora perché suocera intenda, ad Angelo Bonelli sono saltati i nervi.
Campo largo, Bonelli tuona: «Avs ha perso pazienza, vediamoci in settimana»
«Avs ha perso la pazienza. Elly Schlein e Giuseppe Conte ci facciano sapere quando possiamo riunirci. Noi non siamo disposti a prenderci la responsabilità di ulteriori rinvii davanti al Paese», ha sbottato il co-leader di Alleanza verdi e Sinistra in un’intervista a Repubblica, ormai esausto per la solita, reiterata e logorante melina del Partito democratico.
«Da settimane sollecitiamo un faccia a faccia – ha tuonato Bonelli – . Ma quando poi bisogna stringere, queste disponibilità si fanno meno chiare. Allora proponiamo noi una data: vediamoci la settimana prossima per avviare il percorso sui temi. Noi non siamo disposti a prenderci la responsabilità di ulteriori rinvii davanti al Paese», aggiunge lanciando l’ennesimo monito che sa tanto di ultimatum.
Nel Campo largo come a una litigiosa riunione condominiale
E ancora. «Non vorrei che a rallentare il lavoro sui temi sia tutto questo dibattito sulle primarie… Abbiamo sempre detto di non ritenere i gazebo lo strumento più idoneo», sottolinea il leader di Avs vuotando il sacco del malcontento. «Ma ormai è una discussione superata, se si ritiene che si debbano fare, si facciano. Purché si metta prima in sicurezza il programma, siamo disponibili ad accompagnare il processo per dare rapidamente un assetto forte e solido al centrosinistra».
Bonelli tra bastone e carota con Schlein e Conte
E non è ancora tutto, perché battendo la lingua dove il dente duole, prosegue anche una postilla non proprio da poco, sollecitando nel colpo di spugna l’accelarazione su tempi e modi di un’intesa ardua da raggiungere a quanto pare. Pertanto, sulla questione degli aiuti a Kiev, Bonelli tra bastone e carota sentenzia: «Sono convinto che sia Schlein che Conte, da candidati premier, troverebbero una soluzione. Dobbiamo partire dal diritto dell’Ucraina a difendersi, ma anche dalla necessità di rilanciare il negoziato e ricostruire una cornice di diritto internazionale», asserisce.
Campo largo, il gioco del rimpiattino tra Elly e Giuseppi fa sbottare Bonelli
Il che, tradotto dal politichese, starebbe a significare che nel cantiere mai aperto dell’alternativa di centrosinistra regna il caos più totale. E con il Paese reale in attesa di risposte, la premiata ditta Schlein-Conte continua a giocare a nascondino e a rincorrersi a rimpiattino. Allora, da un lato c’è l’avvocato del popolo che agli Stati Generali del progetto civico si sgola invocando un tavolo immediato per non farsi rottamare dalla segretaria dem. Dall’altro c’è la stessa Elly che, ormai prigioniera delle correnti di casa al Nazareno – e chiaramente in difficoltà nel riuscire a dettare una linea univoca e netta senza che qualcuno gliela smentisca un’ora dopo l’annuncio – si barcamena e rimanda.
Intanto il Correntone dem mette i punti sulle “i”
E intanto, di fronte al deficit di pazienza di Bonelli – rincuorato solo in zona Cesarini da vaghe promesse lanciate nel corso di una “call riparatrice” – il Correntone dem si è subito premurato di ripristinare le gerarchie, mettendo i piedi sul tavolo e i puntini sulle “i”. Riuniti nella quiete di Montepulciano per la kermesse emblematicamente ribattezzata Pronti per l’alternativa, i colonnelli del Pd hanno subito provveduto a raffreddare i bollenti spiriti degli alleati minori.
Dunque, con il trio Franceschini-Orlando-Speranza che presidia l’area per blindare dissidenza e influenza delle proprie posizioni, è toccato al responsabile organizzazione Igor Taruffi vestire le non proprio comodissime vesti del “sergente di ferro” e sventolare la paletta dello stop rosso: «programma entro l’anno e primarie a inizio 2027».
Il dem Sarracino dopo Igor Taruffi: carissimi alleati vicini e lontani, rassegnatevi
Parole, le sue, a cui hanno fatto eco quelle del deputato Pd Marco Sarracino che ha frenato bruscamente il tempestivo sodalizio Conte-Bonelli con una classica supercazzola “partecipativa” in stile dem: «Non è questione di tempo, bisogna costruire i comitati dal basso». Come dire: carissimi alleati vicini e lontani: rassegnatevi. I tempi e le carte le diamo noi, e fino a nuovo ordine si sta in sala d’attesa. se possibile, pazientemente. Laddove “pazienza” è la parola chiave che non apre proprio tutte le serrature. E che di certo non è un passepartout per arrivare a Bonelli…
Campo largo tra caos primarie, programma e gazebo
E alla fine della fiera, sulle primarie ci si azzuffa come in una riunione condominiale, e sul programma non c’è uno straccio di sintesi. Tra diktat rinviati, gazebo spaventapasseri e isterismi da “sinistra d’Italia”, l’impressione è una sola: la montagna del campo largo continua a partorire topolini, mentre gli italiani, con buona pace di Bonelli, potrebbero aver già capito da un pezzo di che pasta è fatta l’alternativa tenuta insieme solo da un anti-melonismo primordiale e stanco.