Mutismo selettivo dem
Piazze blindate e dem muti, Meloni inchioda la sinistra: curioso, gridano alla militarizzazione e tacciono sui violenti
Preoccupano i militari, non gli estremisti: la premier sbugiarda ipocrisia e demagogia del Campo largo. E intanto il governo tira dritto e tra prevenzione e divise in campo, argina devastazioni e razzie. I numeri da “record” su arresti, denunce e fermi preventivi nel sabato di cortei
Nel “day after” le piazze dirottate e tentativo di sfondamento dei luoghi simboli delle nostra città – da Milano a Roma, passando per Torino e Bologna – non c’è solo il bollettino della cronaca, ma arrivano nette e dirette le parole di Giorgia Meloni a stilare un bilancio. Un consuntivo, quello della premier, postato in poche ma emblematiche parole via social, che fotografa la realtà dei fatti e la loro interpretazione da sinistra: «Dopo il rafforzamento della presenza dell’Esercito nelle nostre città, qualcuno a sinistra ha gridato alla “militarizzazione”. Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini, anziché i violenti che cercano di trasformare le nostre piazze in luoghi di scontro». E infine: «A tutto il personale dell’Esercito impegnato nell’operazione Strade Sicure va il mio ringraziamento – aggiunge e conclude il presidente del Consiglio –. La loro presenza è una garanzia per gli italiani».
Cortei, scontri ma niente devastazioni. Meloni: la sinistra teme più i militari che i violenti
Il bilancio del sabato appena trascorso tra violenze e forzature ma niente saccheggi e razzie, parla chiaro: i numeri forniti dal Dipartimento della pubblica sicurezza acclarano l’immane mole di lavoro svolto per prevenire il peggio: 9 arresti, 87 denunce, 371 fermi e ben 4.292 persone identificate. Da Roma a Bologna, da Torino a Firenze, non sono mancate le solite bordate di violenza ideologica, tra aggressioni agli agenti con lancio di bottiglie, barricate e blitz. E se non si è arrivati al collasso delle piazze, lo si deve unicamente alla fermezza dello Stato, al portentoso lavoro preventivo contro la rete dei sobillatori social e all’impiego capillare dei nostri uomini in divisa.
Il bilancio e il solito “mutismo selettivo” della sinistra
Eppure, alla cronaca dei fatti e alla concretezza dei risultati conseguiti dal governo, risponde – si fa per dire – il solito mutismo selettivo della sinistra di casa nostra. Un cortocircuito ideologico di ritorno che continua a attanagliare e inchiodare il Campo largo: quella bizzarra e insostenibile tendenza dell'”essere dem” a considerare le forze dell’ordine e l’Esercito come una minaccia, voltandosi dall’altra parte di fronte all’estremismo di chi devasta le nostre città. Sì, perché di fronte allo scenario di guerriglia urbana a cui abbiamo assistito tutti, ricaduto sulle spalle e nelle tasche di residenti, turisti e soprattutto commercianti, l’opposizione muta trova giusto il tempo e il modo – e il coraggio – di gridare al fantasma della “militarizzazione”.
«Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini, anziché i violenti»
Ebbene, ancora una volta, a smontare questa ipocrisia di comodo ha provveduto direttamente Giorgia Meloni, che con un messaggio netto e diretto ha evidenziato il paradosso della retorica progressista: «Dopo il rafforzamento della presenza dell’Esercito nelle nostre città, qualcuno a sinistra ha gridato alla “militarizzazione“»– ha commentato via Instagram la premier –. Proseguendo: «Curioso che a preoccupare siano i militari che contribuiscono alla sicurezza dei cittadini, anziché i violenti che cercano di trasformare le nostre piazze in luoghi di scontro». Chiosando poi con un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine chiamate ormai settimanalmente ad affrontare la piazza dei violenti: «A tutto il personale dell’Esercito impegnato nell’operazione “Strade Sicure” va il mio ringraziamento – aggiunge la premier –. La loro presenza è una garanzia per gli italiani».
Cortei, Meloni inchioda la sinistra
Parole che inchiodano la sinistra alla sua atavica tendenza ai due pesi e due misure. Che evidenziano i balbettii dem sulla sicurezza. E che alla fine dei conti, mettono a nudo a nudo una realtà incontrovertibile: la sinistra teme più chi difende la legalità di chi la calpesta virulentemente. Ossia: chi indossa una divisa per garantire la tranquillità dei cittadini e commercianti diventa un bersaglio politico. Chi scende in piazza a creare disordini beneficia invece di un complice e imbarazzato silenzio.
Quel modo contorto del Campo largo di guardare la realtà
Ma per fortuna, in tutto questo contorto modo di guardare e commentare dal basso del Campo largo, il governo procede diritto per la sua strada. E operazioni come “Strade sicure” e il presidio del territorio non sono uno show muscolare, ma un atto di responsabilità e la conseguente operosità degli addetti lavori tutti. Di più: un atto di responsabilità doveroso verso gli italiani che chiedono ordine e vivibilità. In questo allora, come ribadito da Giorgia Meloni, alle donne e agli uomini dell’Esercito e delle forze dell’ordine, va un doveroso grazie: da parte delle istituzioni e dei cittadini. La loro presenza non è un atto di intimidazione, ma una garanzia di libertà e sicurezza nelle piazze del Belpaese nel mirino di facinorosi e violenti.
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