I dati Frontex
Migranti, il modello Meloni paga e Bruxelles ringrazia: drastico calo di arrivi irregolari in Ue. Maglia nera solo alla Spagna
La diminuzione di sbarchi e ingressi, riscontrata su quasi tutte le principali rotte migratorie, riflette una "costante cooperazione" con i Paesi partner e l'adozione di "misure preventive" negli Stati di partenza chiave, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni in rotta verso l'Europa
Migranti e gestione di flussi e arrivi: fatti, non parole. E, soprattutto numeri: quelli che arrivano dal report di Frontex. I dati ufficiali diffusi dall’agenzia dell’Unione Europea incaricata di sorvegliare e gestire le frontiere esterne dello spazio Schengen e dell’Ue certificano quello che a sinistra si ostinano a negare: la strategia del governo guidato da Giorgia Meloni funziona. Fa scuola in Europa. E produce risultati concreti senza precedenti. Nei primi nove mesi del 2026 gli attraversamenti irregolari verso l’Unione Europea sono crollati di quasi un terzo. Ma è soprattutto il dato che riguarda da vicino l’Italia a fare da vero e proprio apripista: sulla rotta del Mediterraneo Centrale si registra infatti un crollo vertiginoso del -56%: il calo più marcato tra tutti i corridoi migratori europei. Ma procediamo con ordine.
Migranti, i dati Frontex: gli arrivi irregolari in Ue calano di un terzo in nove mesi
E ripartiamo dal fatto che, mentre l’Europa ringrazia e prende appunti, l’Italia rivendica con orgoglio il cambio di paradigma: la fermezza sulle partenze, il contrasto agli scafisti e le alleanze internazionali, si confermano l’unica strada percorribile per governare l’immigrazione e restituire legalità ai confini nazionali. Non a caso, riferisce Adnkronos riportando riscontri e confronti con i dati precedenti, il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l’Unione Europea ha continuato a diminuire nei primi nove mesi del 2026. Con un calo delle rilevazioni di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I numeri registrano sulla rotta del Mediterraneo Centrale un netto -56%
In particolare, la rotta del Mediterraneo Centrale, che porta alle coste italiane, rimane una delle più battute, ma gli attraversamenti sono più che dimezzati, in calo del 56%. Secondo i dati preliminari raccolti da Frontex, da gennaio a settembre sono stati registrati poco più di 91mila attraversamenti.
Non solo. Il calo, riscontrato su quasi tutte le principali rotte migratorie, riflette una «costante cooperazione» con i Paesi partner e l’adozione di «misure preventive» negli Stati di partenza chiave, che continuano a ridurre il numero di imbarcazioni in rotta verso l’Europa. Tanto che, nel solo mese di settembre – riferisce l’agenzia di stampa riportando i dati Frontex – sono stati rilevati circa 14.300 attraversamenti, un dato inferiore del 28% rispetto a settembre 2025, sebbene superiore dell’11% rispetto ad agosto, a causa del miglioramento delle condizioni lungo i principali corridoi marittimi. Questo periodo ha coinciso anche con la prima estate completa sotto il patto Ue sulla migrazione e l’asilo, che introduce una procedura di screening unica e standardizzata alle frontiere esterne dell’Unione.
Migranti, dai dati Frontex la lezione di Roma, la svolta europea, l’eccezione della Spagna
Dati e riscontri incontrovertibili, che portano il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens a dire: «Sulla maggior parte delle rotte verso l’Europa il numero di persone che intraprendono il viaggio è diminuito, una tendenza confermata durante l’estate e l’autunno». E ancora: a settembre, sulla rotta atlantica verso le Isole Canarie, le rilevazioni sono state quattro volte superiori rispetto ad agosto. Le reti di trafficanti non scompaiono quando i numeri calano; si spostano e attendono un’opportunità. Il nostro compito è farci trovare pronti nel momento in cui ne individuano una».
Maglia nera alla Spagna
E allora, leggendo tra le righe e i numeri del report, non sorprende che la rotta del Mediterraneo Occidentale, verso la Spagna, sia stata l’unica rotta principale a registrare un incremento, con circa 18.300 rilevamenti, e un +26% su base annua. La crescita si è concentrata lungo il confine terrestre, dove i rilevamenti sono più che raddoppiati, mentre gli arrivi via mare hanno segnato un incremento dell’8%. Di più. L’Algeria si è confermata il principale Paese di partenza per le traversate marittime, con le Isole Baleari e la Spagna continentale come destinazioni principali. Le Baleari, a detta dei riscontri dunque, restano il punto di ingresso più pericoloso lungo questa rotta. Le nazionalità più frequentemente rilevate sono algerini, maliani e marocchini.
Diversa, invece, la situazione che riguarda la rotta dell’Africa occidentale che ha registrato circa 7.100 rilevamenti, e un calo del 45%. Ossia, le misure preventive attuate dalla Mauritania e, più recentemente, dal Senegal e dal Gambia in collaborazione con la Spagna e l’Ue, hanno ridotto di molto le partenze. Il flusso rimane tuttavia instabile, osserva Frontex. A settembre, il numero di rilevamenti è aumentato drasticamente, attestandosi a circa 1.900, quattro volte il dato di agosto, con partenze segnalate dal Marocco e dal Gambia verso le Isole Canarie. Le principali nazionalità sono marocchini, senegalesi e gambiani.
L’efficacia di accordi bilaterali e «costante cooperazione» con i Paesi partner d’oltremare
Insomma, a guardare all’Italia e all’apporto sulla gestione dei flussi in casa come nella gran parte dell’Ue, quello che i numeri certificano è un successo politico e strategico indiscutibile, frutto dell’approccio pragmatico inaugurato da Roma. Come evidenzia lo stesso report dell’agenzia europea di guardia costiera e di frontiera, questa netta inversione di tendenza riflette l’efficacia della «costante cooperazione» con i Paesi partner d’oltremare e l’adozione di rigorose «misure preventive» negli Stati di partenza chiave, in primis Libia e Tunisia. Gli accordi bilaterali, la diplomazia del fare e il blocco delle partenze alla radice hanno dato filo da torcere ai trafficanti di esseri umani, prosciugando il business e molto probabilmente salvando vite messe a rischio da traversate da incubo.
Dati Frontex sui migranti e l’influenza sui dati del nuovo “Patto Ue sulla Migrazione e l’Asilo”
Il crollo degli sbarchi coincide inoltre con la prima estate di piena attuazione del nuovo Patto Ue sulla Migrazione e l’Asilo, che ha introdotto una procedura di screening unica e standardizzata alle frontiere esterne. Un cambio di passo che affianca le misure di prevenzione al sistema di rimpatri e controlli stringenti all’arrivo, confermando come la difesa dei confini sia ormai diventata la linea guida condivisa dall’intera Unione. Perfino il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens, nel prendere atto del trend discendente, raccomanda di non abbassare la guardia di fronte alle mosse delle reti criminali.
Colpo al business dei trafficanti di esseri umani
A dimostrazione di quanto la ricetta Meloni sia l’unica realmente efficace, basta guardare alle controtendenze. L’unica rotta principale a registrare un incremento è stata quella del Mediterraneo Occidentale verso la Spagna (+26%), a conferma di come le politiche lassiste e le incertezze dei governi progressisti finiscano inevitabilmente per fare da attrattore per i flussi clandestini.