La Russa da Fedez è un fiume in piena: «Vannacci? Mai incontrato, per fortuna». E svela il ministero rifiutato da Meloni
Altro che intervista ingessata da seconda carica dello Stato. Ignazio La Russa sbarca nel salotto di Fedez e Mr. Marra e si prende la scena. Battute al vetriolo, risposte taglienti, qualche parolaccia e una raffica di retroscena politici.
Il presidente del Senato non si sottrae alle domande più scomode del Pulp Podcast, ribatte colpo su colpo e, quando il confronto si accende, rivendica persino il gusto della competizione. «Qua non deve vincere nessuno», prova a spiegargli Fedez. Risposta fulminante: «No, no, a me piace vincere». E quando arriva l’inevitabile «Vincere e vinceremo», La Russa non perde il sorriso.
La Russa punge Vannacci: «Mai incontrato, neanche quando ero ministro»
Tra i bersagli delle sue stoccate c’è Roberto Vannacci. Sull’ipotesi di un’alleanza con il centrodestra, La Russa è netto: «Io sono perfettamente in linea con quello che dice su questo punto Giorgia Meloni».
Le distanze non sono soltanto politiche. Il presidente del Senato critica la scelta dell’ex generale di lasciare la Lega dopo aver ricevuto incarichi di prestigio. «Se ho a che fare con un generale mi aspetto un comportamento diverso», osserva, rivendicando un principio: «Non sono abituato a tradire la fiducia di una persona».
Poi, nel finale, arriva la frecciata più velenosa: «Sai cos’è che mi dispiace? Che in quegli anni, per sfortuna, non ho mai incontrato Vannacci». E rincara: «Neanche quando ero ministro della Difesa». Una battuta che strappa le risate dei conduttori.
Il retroscena su Meloni: «Le offrirono gli Esteri, disse di no»
La Russa regala anche un retroscena sulla nascita del governo Conte. Racconta che Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti proposero a Giorgia Meloni di entrare nell’esecutivo come ministro degli Esteri.
«Io per primo ho detto: qualunque altro ministero no, ma se vai a fare il ministro degli Esteri, prima di dire no, pensiamoci», ricorda.
Meloni, però, non volle saperne. E quando arrivò la disponibilità per un altro dicastero, il rifiuto fu definitivo. «Li abbiamo ringraziati e salutati».
Una scelta che La Russa rivendica con orgoglio: «Non è un colpo di fortuna, è una convinzione che Giorgia aveva anche di fronte a un’offerta che a me un po’ lasciava vacillare».
Antisemitismo, botta e risposta con Fedez: «Che fastidio vi dà questa legge?»
Il confronto diventa particolarmente acceso sul ddl antisemitismo. Fedez contesta l’opportunità del provvedimento mentre a Gaza si consuma una tragedia umanitaria.
La Russa lo incalza: «Che fastidio vi dà questa legge?». E spiega: «C’è un insorgere di antisemitismo che spesso è mascherato da anti-israelismo».
Il presidente del Senato difende la necessità di contrastare l’odio antiebraico, distinguendolo dalle critiche legittime al governo israeliano. Sul conflitto riconosce una «eccessiva reazione di Israele», ma ricorda l’orrore del 7 ottobre e avverte: «Prenditela con Israele, non con il fatto che sono ebreo».
Delmastro e adozioni gay: le risposte senza reticenze
Sul caso Delmastro, La Russa sorprende i conduttori: «Dal punto di vista di Fratelli d’Italia conveniva concederla», dice a proposito dell’autorizzazione sulle chat WhatsApp. Ma aggiunge che la Giunta potrebbe aver deciso diversamente per «non creare un precedente».
Sulle adozioni gay ribadisce la propria posizione: «Se ogni bambino ha un padre e una madre» è la situazione preferibile. Prima, sostiene, occorre intervenire sulle difficoltà burocratiche delle adozioni.
«In pensione? Non ci penso proprio»
Infine, la domanda sull’eredità politica. La Russa spiazza ancora Fedez: «Io non ho nessuna intenzione di andare in pensione. Finché il mio partito vuole, sarò al Senato».
E sulla sua lunga militanza rivendica: «Non ho mai pensato per un minuto di abbandonare il mio impegno politico».