Giornalismo e politica
Mentana verso l’addio a “La7”, terremoto nella redazione della tv anti-Meloni: scioperi e accuse all’editore Cairo
Tensione alle stelle nella redazione de “La7″. I giornalisti dell’emittente di Urbano Cairo sono pronti a quattro nuove giornate di sciopero dopo l’ennesimo incontro senza risultati con l’azienda. Sul tavolo non ci sono soltanto le rivendicazioni economiche e contrattuali, ma anche il futuro della direzione del Tg: il contratto di Enrico Mentana si avvicina alla scadenza e, denunciano i rappresentanti sindacali, dalla proprietà non arrivano chiarimenti. L’assemblea di redazione parla di «sconcerto» e accusa l’azienda di una «chiusura totale» sulle vertenze in corso.
La7, scioperi e scontro con Cairo
In una nota di un paio di gorni fa, l’assemblea di redazione de La7 ha espresso sconcerto per l’esito dell’ultimo incontro tra azienda e Comitato di redazione del 20 ottobre. “Nessuna chiarezza sulla direzione del Tg, a pochi mesi dal termine del contratto di Enrico Mentana, e chiusura totale sulle vertenze in atto». «Per i manager di Urbano Cairo – prosegue il comunicato – non esistono le pronunce della Cassazione a favore dei giornalisti de La7 sul riconoscimento delle “incidenze domenicali”, corrisposte a tutti i giornalisti italiani, e neppure le leggi che impongono di pagare tutti i giornalisti, anche quelli assunti dall’attuale proprietà, allo stesso modo, applicando i contratti e gli accordi collettivi, senza eccezioni e artifizi elusivi. Tutto nonostante i risultati di ascolto ed economici giustamente rivendicati, e gli stipendi più bassi dell’emittenza televisiva nazionale”.
L’assemblea conclude confermando al Cdr, «dopo lo sciopero con adesione pressoché totale dello scorso aprile, altre quattro giornate di mobilitazione, con l’astensione totale dal lavoro o dalle prestazioni in video e in voce».
L’addio di Mentana e le accuse di essere parziale alla redazione
Enrico Mentana va via anche a causa delle accuse, rivolte alla testata, di non rappresentare le posizioni politiche in modo imparziale e di essere schierata troppo contro il governo Meloni. Ogni riferimento ai Formigli, alle Gruber, ad Aprile, Telese, Floris e via dicendo, era sembrato esplicito, ed era arrivata la replica di Urbano Cairo, che aveva respinto le accuse di essere una tv anti-Meloni. L’editore aveva spiegato di non voler cambiare l’identità editoriale di La7, pur dichiarandosi disponibile a introdurre conduttori con punti di vista differenti. Ma nella partita per il dopo-Mentana la lotta è aperta anche in redazione, come si evince anche dal riferimento al direttore del Tg contenuto nella nota del Cdr.